I dati sono emersi a Perugia al convegno nazionale della Sisa, la Società italiana per lo studio dell'aterosclerosi

In Umbria, le malattie cardiovascolari causano ogni anno 3.700 decessi, più di uomini che di donne.
Considerando che il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari in Italia raggiunge lo 0,414% della popolazione, la Regione Umbria si discosta da questo dato attestandosi sullo 0,44%.
Gli uomini morti sono circa 2.300, le donne sono state 1.400.
Sempre a livello regionale scomponendo i dati per fasce d’età, le più consistenti dal punto di vista numerico sono quelle comprese tra i 75 gli 85 anni, fascia che da sola raccoglie più di metà dei decessi.
Tuttavia un dato che si annuncia allarmante e che gli esperti tengono a sottolineare è la presenza di un tasso di mortalità pari allo 0,1202% nelle fascia d’età comprese tra i 60 ed i 75 anni.
Nella provincia di Perugia (59 comuni) si stimano 2.600 decessi causati da malattie cardiovascolari. Più colpiti gli uomini 1.600, contro 1.000 donne.
Nei 33 comuni della provincia di Terni sono quasi 1.000 i decessi causati da malattie cardiovascolari, 615 uomini e 377 donne.
Nel comune di Perugia circa 600 decessi (uomini e donne insieme), nel comune di Terni circa 460, nel comune di Foligno 224, nel comune di Città di Castello 166, nel comune di Spoleto 166, nel comune di Gubbio 140, nel comune di Orvieto 90.
L’annuncio è arrivato dal ventunesimo convegno nazionale della Sisa, la Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi, a Perugia.

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in assoluto nei paesi industrializzati, Italia compresa, con infarto, ictus e scompenso cardiaco su tutte.
La battaglia a queste patologie passa attraverso lo studio dell’aterosclerosi, malattia multifattoriale che si può considerare a tutti gli effetti la prima vera spia dell’insorgenza della patologie cardiovascolari.
Per questo gli obiettivi sono sostanzialmente due: informare sempre di più i cittadini sul significato della prevenzione, sull’importanza di adottare stili di vita ed abitudini alimentari corrette, ma anche quello prettamente scientifico volto a rafforzare la diagnostica per accelerare l’applicazione delle novità della ricerca scientifica.
Il ruolo della prevenzione viene solo parzialmente percepito sia a livello nazionale sia nella nostra regione, dove una correzione adeguata dei fattori di rischio per l’aterosclerosi si osserva solo nel 25-30% della popolazione con elevata probabilità di un evento clinico.

condividi su: