L'attuale direttore generale della Usl di Foligno-Spoleto ammette che nelle piccole strutture sanitarie c'è più controllo e responsabilità

Nel corso dell’audizione, presso l’apposita Commissione d’inchiesta del Consiglio Regionale dell’Umbria sull’assenteismo del personale qualcuno ha avuto il coraggio di tirar fuori la testa dalla sabbia.
Un elemento interessante, sottolineato da Maria Gigliola Rosignoli, attuale direttore generale della Usl di Foligno–Spoleto, presso cui era stata anche direttore sanitario prima di passare all’analogo incarico presso l’azienda ospedaliera di Perugia, è che il dato dell’assenteismo “tende ad alzarsi in strutture grandi, viceversa cala in realtà più contenute”.
Ci sarà ora da capire, se la commissione avrà veramente a cuore il benessere organizzativo e dei pazienti del sistema sanitario umbro, quanto convenga rincorrere le presunte economie di scala vantate dalle grosse strutture ospedaliere ed abbandonare un sistema che, accanto ad una migliore dimensione umana per i pazienti, consente un controllo più efficace, sia da parte delle persone preposte a ciò, che “democratico” delle popolazioni.

La sanità è questione di uomini che curano altri esseri umani. Il fattore umano è quello preminente. Questo dovrebbe avere la maggiore considerazione senza inseguire modelli nati per le “fabbriche di bulloni”, ovvero la cultura dell’apparire, che va bene per chi deve “imporre” un prodotto e non già per fornire un servizio, anzichè quella dell’essere e dell’operare.

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