L'impressione è che si guardi più a valle che a monte del problema: la certezza, la celerità e l'adeguatezza della pena a chi insidia l'incolumità dei cittadini e a chi della deliquenza fa una professione è un problema nazionale

L’ordine del giorno licenziato dai capigruppo del centrosinistra, in Consiglio provinciale di Perugia, in merito al problema “sicurezza” contiene una serie di proposte quali: un coordinamento tra le forze di Polizia per un controllo mirato delle aree a rischio; un monitoraggio delle attività illegali su Perugia e provincia; una collaborazione tra i vari soggetti istituzionali e le realtà sociali per una cultura della legalità.
Molto preoccupato del danno di immagine che sta subendo Perugia in queste ultime settimane si è detto anche il presidente Giulio Cozzari che, pur non negando l’entità dei problemi, ha sostenuto che “il fenomeno risulta essere più grave nella percezione che si ha di esso che nella realtà”.
Il presidente della Giunta ha quindi riferito della proposta al momento sul tavolo delle istituzioni perugine consistente nel dar vita ad un Patto sulla sicurezza (come già fatto a Prato, Torino o Genova), in cui gli enti locali sono chiamati a contribuire alla creazione di un fondo a sostegno di interventi mirati e specifici.
“Si tratta – ha spiegato Cozzari – di mettere a disposizione delle cospicue somme di denaro, attingendo magari all’avanzo di amministrazione dell’ente, o irrobustendo il nostro Corpo di Polizia”. La proposta dovrà ora essere valutata ed analizzata dal Consiglio, ma l’impressione è che non si colga appieno in cosa consista la sensazione di insicurezza della popolazione.
Il fatto che quasi sempre si parli di “pregiudicati”, “denunciati in stato di libertà”, “delinquenti noti alle forze dell’ordine” e cose simili crea più sfiducia di quanta ne generi la semplice notizia di fatti criminosi.
Il vero problema sembra quindi quello di togliere dalla scena veramente e subito chi delinque ed una maggiore severità verso chi lo fa a danno dell’incolumità dei cittadini o abitualmente.

condividi su: