Dietro il tentativo di ricatto all 'amministratore delegato di Colacem. il terzo produttore di cemento in Italia, ci sarebbe una faida familiare

Anche l’Umbria potrebbe avere la sua storia di faide familiari, come “Dinasty” o “ Beautiful”, in quel di Gubbio.
Nella città dei ceri, infatti, sono molti ad affermare che tra i sei soggetti, per i quali il Gip del tribunale di Perugia ha emesso sei ordinanze di custodia cautelare, ci sarebbero tre componenti della famiglia Colaiacovo, indagati per tentativo di estorsione e calunnia aggravata e continuata ai danni di Carlo Colaiacovo e di “plurimi soggetti istituzionali” tra i quali ci sarebbe anche un ufficiale dei carabinieri.
La conferma, indiretta, dal presidente della Colacem, Giovanni Colaiacovo, fratello di Carlo, che ha diffuso un comunicato nel quale “si augura che il prosieguo delle indagini accerti la piena estraneità di persone dell’ambito familiare che sembrerebbero coinvolte nella vicenda”.
Nel comunicato si esprime anche la piena fiducia nell’operato della magistratura si precisa che l’azienda continua il suo lavoro.
Anche gli altri tre destinatari delle ordinanze di custodia sarebbero eugubini ed in città ne vengono indicati nomi e professioni.
Con esposti anonimi alla magistratura e lettere minatorie si sarebbe tentato di costringere Carlo Colaiacovo, amministratore delegato della Colacem (terzo produttore italiano nel settore del cemento) a dimettersi da tutte le cariche ricoperte nelle aziende di famiglia facenti capo al gruppo Financo, 828 milioni di euro di fatturato nel 2006 e più di 2.000 dipendenti.
Carlo Colaiacovo è anche presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ed era stato fino al luglio scorso presidente della Associazione degli industriali del capoluogo umbro.
Colacem
costituisce il core business, insieme a Colabeton, che produce calcestruzzo, del gruppo Financo che è la holding delle famiglie dello stesso Carlo e dei fratelli Pasquale, Giovanni e Franco (quest’ultimo presidente del gruppo).
Oltre alla sede centrale di Gubbio, il gruppo industriale dei Colaiacovo conta stabilimenti in varie parti d’Italia, da Varese a Ragusa, circa 150 impianti per la produzione di calcestruzzo, punti di distribuzione in Spagna, in Albania, a Tunisi ed a Santo Domingo.

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