Tanto tuonò che piovve. Le vibrate proteste, per la realizzazione a Bettona di una seconda laguna per la raccolta dei liquami degli allevamenti suinicoli della zona, hanno mosso i carabinieri del Nucleo ecologico e la magistratura.
In seguito alle indagini dei carabinieri del Noe, la procura ha chiesto ed ottenuto dal Gip il provvedimento di sequestro preventivo dell’ area, dove già si stavano compiendo i lavori di sbancamento per la realizzazione del contestato ampliamento dell’ impianto.
Il provvedimento di sequestro preventivo dell’area di Passaggio di Bettona è stato disposto per inadempienze ed irregolarità in materia urbanistica.
In proposito si ricorda che era stato il sindaco della cittadina umbra ad emettere una ordinanza con la quale si “imponeva” la costruzione dell’opera.
L’impianto dei trattamento degli scarichi degli allevamenti è di proprietà del Comune ed è gestito dal Codep, un consorzio di allevatori.
L’ampliamento prevede la realizzazione di una nuova “laguna” di stoccaggio dei liquami, con una volumetria di circa 90.000 metri cubi, che si aggiunge ad un’altra “laguna”, già esistente, di analoghe dimensioni.
Il progetto di ampliamento, come detto, ha provocato le proteste degli abitanti, tanto che era stato costituito anche un comitato popolare contrario alla realizzazione, che aveva inscenato anche una clamorosa manifestazione davanti alla sede del Consiglio regionale dell’Umbria.
- Redazione
- 29 Novembre 2007










