A Todi, in una Sala del Consiglio gremita di gente, è stato presentato domenica scorsa il libro “Diario di un prigioniero (1943-1945)”, che contiene ciò che il novantenne tuderte Antonio Passagrilli, soldato durante la Seconda Guerra Mondiale, ha scritto riguardo agli anni passati in prigionia sotto i tedeschi.
Noi di TamTam ci eravamo occupati qualche tempo fa del diario di Antonio perché interessati dalla grandezza di questa testimonianza, che un prigioniero di guerra era riuscito a conservare “malgrado tutti i controlli, le proibizioni e le severità che usavano i tedeschi”. Ora quella memoria scritta è diventata un libro.
Il diario è in realtà una piccolissima agendina ricevuta in regalo nel 1940, che Antonio ha nascosto per due anni nel suo zaino, riempita di tutto ciò che fosse degno di nota e poi trascritta minuziosamente dal 1985 al 1986.
Il diario inizia il 9 settembre 1943 e si conclude il 7 settembre 1945: di questo arco di tempo Antonio ha raccolto tutto, il lungo viaggio in treno dalla Grecia al campo di Bottrop in Germania, i nomi, i luoghi, i fatti di una vita da prigioniero, dura, in guerra e, quindi, misera. Impossibile per lui dimenticare la figura dell’amico Monacelli, presente e citato in quasi tutte le occasioni, gli aneddoti legati alla vita da prigioniero, le sensazioni descritte all’arrivo degli alleati.
Ad aprire la presentazione il sindaco Antonino Ruggiano, che ha fatto notare il grande numero di persone presenti, nonostante si trattasse di una domenica mattina, a testimonianza del fatto che Antonio sia una persona benvoluta da tutti. Di seguito l’assessore alla cultura Margherita Bergamini ha sottolineato il coraggio e la forza d’animo grazie alle quali Antonio è riuscito a realizzare un libro che rappresenta una fonte diretta della storia e ha ringraziato il figlio Angelo, ovviamente presente a coordinare gli interventi, per aver reso pubblico questo testo.
E’ intervenuta poi anche la professoressa Margherita Scentoni che per prima è venuta a contatto con questo testo, perché insegnante di uno dei nipoti di Antonio, e che si è spesa molto perché il diario venisse pubblicato. Infine l’editrice Lorena Battistoni, che ha curato anche l’introduzione al libro, ha posto l’attenzione su due aspetti particolari che emergono dal diario: il legame che Antonio ha sempre mantenuto con Todi, con la famiglia, con le festività e con le ricorrenze, quasi un modo per non perdere la speranza, e l’eccezionale scrupolosità con cui è stato portato avanti questo lavoro, pur nel rischio di essere scoperto.
Gli interventi sono stati intervallati dalla lettura di alcuni passi tratti dal libro, grazie alla voce recitante di Isabella Martelli, che è riuscita a creare un’atmosfera di forte coinvolgimento, anche e soprattutto quando, leggendo le parole di Antonio riferite al ritorno a Todi dopo tanti anni, la commozione ha prevalso: “partimmo tutti per Todi con il primo treno e circa un’ora dopo anche io potei riabbracciare i miei genitori e i miei fratelli, dopo tre anni che non li vedevo e dopo sette anni e mezzo di vita militare piena di amarezze e disagi. Finalmente quest’oggi posso dire che, grazie a Dio, tutto è finito e sono libero”.
Una commozione che ha raggiunto anche il figlio Angelo e lo stesso Antonio, che alla fine hanno ringraziato tutti i presenti per essere intervenuti.
- Romina Perni
- 4 Dicembre 2007








