L'assessorato provinciale guidato da Giuliano Granocchia ha promosso un'indagine per valutare l'impatto delle azioni formative sulle condizioni occupazionali

Quale sicurezza sui luoghi di lavoro? Quale stabilità? Quali i livelli retributivi, le prospettive di carriera, il grado di impiego dei laureati? In sostanza, quale è la qualità del lavoro nella provincia di Perugia?
E’ questo il terreno di indagine dello studio che l’assessorato provinciale
alle politiche del lavoro, formazione e pubblica istruzione ha promosso e finanziato e che sarà pronto nel prossimo autunno.
L’indagine, come precisato nel corso di una conferenza stampa dall’assessore Giuliano Granocchia, si concentra sull’impatto che le attività di formazione permanente (quella cioè rivolta agli adulti) e formazione continua, promosse e finanziate dalla Provincia attraverso il Por Obiettivo 2000-2006, hanno avuto sulla qualità del lavoro. Oltre ad analizzare le condizioni presenti nel contesto locale e a valutare l’impatto di cui sopra, la ricerca si prefigge anche di istituire un Osservatorio provinciale sulla qualità del lavoro.
La società che sta lavorando al progetto ha già prodotto un primo report in cui sono illustrati i risultati emersi dalla realizzazione della prima fase di attività. Nel rapporto sono riportati la definizione comunitaria di qualità del lavoro e l’esplicitazione di tutti gli elementi che la compongono (livello di inclusività del mercato del lavoro, grado di soddisfazione personale relativamente all’ambiente di lavoro e alle mansioni svolte, livelli retributivi, divari di genere, ecc.); gli indicatori con cui la Commissione propone venga misurata la qualità del lavoro; un’analisi delle dinamiche recenti del mercato del lavoro regionale e provinciale; i valori che gli indicatori comunitari quantificabili assumono, per il livello regionale e per quello provinciale; gli indicatori proposti dalla Commissione per misurare la qualità del lavoro che, allo stato attuale, non possono essere quantificati a causa della mancanza di dati ufficiali e per la cui individuazione sarà quindi necessario progettare specifiche modalità di raccolta delle informazioni necessarie.
Contestualmente alla produzione del primo rapporto di ricerca, sono state avviate le attività propedeutiche alla valutazione dell’impatto prodotto, sulla qualità del lavoro, dalle azioni di formazione permanente e continua realizzate nel corso degli ultimi anni e quelle propedeutiche all’individuazione, nel territorio provinciale, di casi di eccellenza (imprese o enti che garantiscono ai propri dipendenti condizioni lavorative comparativamente migliori di quelle medie) e di casi particolarmente critici (imprese o enti in cui, invece, le condizioni lavorative garantite siano peggiori della media).

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