Riproposto, in occasione dell'incontro tra il comitato di quartiere e l'Amministrazione comunale di Todi, il progetto del raddoppio del tunnel ferroviario

Le conseguenze derivanti dal transito dei numerosi mezzi pesanti provenienti e diretti alla fornace Toppetti di Ponte Naia, stanno assumendo dimensioni talmente rilevanti che non è più possibile tacere per gli effetti negativi sull’inquinamento ambientale ed acustico, oltre a pregiudicare la sicurezza delle persone e creare notevoli disagi alla circolazione stradale nei centri abitati.
Le strade ed i centri interessati sono principalmente Via I Maggio, Via Tiberina in direzione Ponterio e Collevalenza, attraverso il famigerato incrocio di Cappuccini, ed il centro di Ponterio.
Se a tutto ciò aggiungiamo poi le esalazioni laterizie, prevalentemente notturne, che siamo costretti a respirare (sperando che siano soltanto sgradevoli e non dannose), si finisce per generare una miscela veramente esplosiva, le cui conseguenze sulla nostra salute sono tutte da valutare.

E’ un vecchio problema che, a quanto pare, non interessa a nessuno, poichè dopo ripetute lamentele, poco si è fatto per ovviare alla grave situazione, tanto che le “puzze” continuano a sentirsi ed il traffico, sempre più intenso, ha contribuito ad aumentare rischi, caos e disagi.
Una soluzione che porterebbe ad alleviare una parte rilevante del problema, potrebbe essere la realizzazione di una galleria parallela alla ferrovia FCU, per unire l’uscita di San Damiano della E45 con Pontenaia, così da alleggerire le vie sopra menzionate soprattutto dal traffico pesante diretto alle fornaci, da quello interessato agli impianti sportivi e di tutti quelli che sono costretti a salire verso Todi per raggiungere i paesi situati in quella direzione. Si tratta di un’ipotesi suggerita da tempo, riproposta anche in occasione della stesura dell’ultimo piano regolatore.

I vantaggi che deriverebbero da tale realizzazione, sarebbero veramente notevoli: eliminazione dell’inquinamento ambientale, snellimento del traffico nelle vie sopra citate, facilitazione viaria, risparmio energetico e di tempo per i camionisti costretti alla tortuosa salita e discesa per raggiungere le fornaci, sia all’andata che al ritorno, creando spesso lunghe code, senza considerare il sollievo di tutta la popolazione interessata e che abita lungo tali vie; si pensi all’eliminazione dell’attraversamento di Ponterio e della zona di Cappuccini.
E’ certamente un’opera notevole e molto impegnativa dal punto di vista finanziario, ma anche la salute è notevolmente importante, quindi non sarebbe utopico auspicare l’interessamento, in forma sinergica, delle fornaci, del Comune di Todi, della Provincia di Perugia e della Regione dell’Umbria che, con unità d’intenti e a difesa del benessere della collettività, si facessero carico dell’iniziativa, magari proponendo la partecipazione degli apparati pubblici centrali, nella realizzazione di questo progetto, inserendolo nel programma degli interventi sulla viabilità umbra, attento prevalentemente verso i centri più importanti.
Difronte a tanti gravi rischi e disagi che la gente è costretta a subire, non si può rispondere “non ci sono i soldi” perché non è assolutamente vero, basta riflettere quanti ne vengono spesi, come e per quali cause, comprese opere colossali realizzate in varie parti d’Italia. Anche Todi è parte dell’Italia, basta avere la forza di farlo riconoscere a chi di dovere e nelle sedi opportune da parte di chi ci rappresenta ed ha il compito di “amministrare” i nostri interessi, impegnandosi ad evidenziare anche le nostre esigenze, locali ma pur sempre rilevanti.

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