Il presidente del Consiglio comunale, dopo la nuova bufera politica scoppiata sul rinnovo della commissione edilizia, parla del suo ruolo di "garante del rispetto delle regole per favorire un confronto democratico fra le parti"
pizzichini

Ha aspettato che parlasse e si esprimesse tutto l’arco costituzionale prima di uscire a dire pubblicamente la sua il presidente del Consiglio comunale di Todi Floriano Pizzichini, finito per l’ennesima volta nell’occhio del ciclone politico, stavolta in riferimento al comportamento addebitatogli in sede di rinnovo della commissione edilizia. E lo ha fatto, al fine di sgombrare il campo a chi avesse ancora dei dubbi, con una tempistica esattamente coincidente con la presa di posizione diffusa dal suo partito, lo Sdi, il cui comunicato ha argomentazioni peraltro perfettamente coincidenti e sovrapponibili con quelle espresse dal suo giovane ma autorevole esponente.
Veniamo al “verbo” di Pizzichini, che riportiamo pressoché integralmente consapevoli che le comunicazioni redatte secondo lo stile della scuola socialista tuderte contengono spesso, al pari delle parabole evangeliche o dei versetti di Nostradamus, ammaestramenti rivolti ad altri attori del panorama politico cittadino o indicazioni importanti per quanto succederà in futuro.

“È evidente e quasi superfluo sottolineare – scrive Pizzichini – quanto delicata e complessa sia oggi la situazione tuderte, inserita tra l’altro in un quadro politico nazionale altrettanto ricco di incognite, e come, tali difficoltà, si ripercuotano inevitabilmente su chi, all’interno delle istituzioni, ha il dovere di ricercare un percorso di dialogo e confronto necessario alla città stessa. Un Comune si regge sostanzialmente, perchè così disciplina la legge, su due momenti istituzionali: il sindaco e la Giunta ed il Consiglio comunale. La realtà prodotta dalle ultime elezioni comunali consegna a Todi uno squilibrio fra queste due rappresentanze condizionando la funzionalità dell’amministrazione che si raggiunge solo nella continua ricerca di un punto di equilibrio fra i due organismi”.

Dopo la premessa contestualizzante, il presidente del Consiglio comunale entra nel vivo della questione. “La volontà da parte di qualche esponente del centrodestra particolarmente caratterizzato, di voler sfuggire la ricerca di questo punto di equilibrio, attraverso pressioni ed fantomatiche campagna acquisti, oltre a svilire il valore delle istituzioni e di tutti coloro che le rappresentano, impedisce di fatto un confronto responsabile e costruttivo nell’interesse della città di Todi. Tale atteggiamento perciò non favorisce il dialogo, ma al contrario, porta alla radicalizzazione delle rispettive posizioni, determinando la necessità per ognuno di ribadire le proprie posizioni e la propria appartenenza”.
“Al fine di favorire tale continua ricerca di equilibrio – continua Pizzichini – ritengo caratterizzare la mia azione di presidente del Consiglio comunale continuando, e migliorando se possibile, a farmi garante del rispetto delle regole che favorisca un confronto democratico fra le parti. La atipica composizione del Consiglio comunale, rende facilmente strumentalizzabile l’esercizio del voto che ogni consigliere, ed io in particolare nell’esercizio delle funzioni di presidente, di volta in volta si adotta. Non è pensabile tuttavia che tali strumentalizzazioni impongano la rinuncia di un’identità, di una storia e di una cultura che mi vede militare nel partito socialista e nel centrosinistra”.

Chiarito l’aspetto politico generale, Pizzichini viene al nodo dell’ultimo Consiglio comunale. “Le speculazioni che si stanno producendo sulle nomine in commissione edilizia – spiega – non tengono conto di un dato per il quale ritengo sia utile chiudere una inutile e dannosa querelle. La commissione edilizia è un organismo tecnico che ha il compito di tutelare, al di sopra delle parti, gli interessi generali della città. Qualunque tipo di strumentalizzazione, o di rivendicazione politica, svilisce il ruolo della commissione stessa, oltre a caratterizzare da un punto di vista politico stimati ed affermati professionisti che non possono essere connotati per la loro presunta appartenenza politica ma solo per le proprie qualità intellettuali e professionali. Non intendo pertanto cadere nel gioco delle attribuzioni (che tra l’altro in una votazione segreta lascia ad ognuno legittimi dubbi) considerando tale atteggiamento una grave mancanza di rispetto nei confronti di coloro che sono stati nominati all’interno della commissione stessa”.

Floriano Pizzichini conclude il suo lungo “pizzino” informando “che laddove persistano insistenti provocazioni portate sul piano personale e tese a gettare discredito sulla mia persona, mi vedrò costretto inevitabilmente a tutelarmi nelle sedi opportune”.

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