Si astengono dal lavoro i medici anestesisti e rianimatori per difendere la peculiarità della loro specializzazione professionale

Un altro lunedì nero per la sanità italiana. Stavolta non si tratta di proteste per motivi economici, ma per una scelta “filosofica” di fondo nell’organizzazione della sanità italiana.
Blocco di tutte le sale operatorie
degli ospedali per l’intera giornata di lunedì 10 dicembre. Rinvio obbligato quindi per gli interventi chirurgici programmati, salvo l’emergenza. Scioperano in tutta Italia gli Anestesisti Rianimatori dell’AAROI, sono 12 mila.

“Chiediamo scusa ai cittadini dell’Umbria – dice Vincenzo Carpino, Presidente dell’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – ma vogliamo che si sappia che non scioperiamo per motivi economici o per interessi corporativi ma per difendere la nostra identità professionale nel SSN. Scioperiamo per proteggere la salute dei cittadini che rischiano con un provvedimento, tutto politico dell’allora ministro Letizia Moratti, di trovarsi davanti un medico “tuttologo e omniscente”.
Infatti con l’istituzione della nuova Scuola di Specializzazione in Medicina di Emergenza Urgenza, finalizzata alla moltiplicazione di nuove figure professionali, unico caso nell’Unione Europea, si vuol dare vita ad un medico che dovrebbe comprendere tutte le competenze adesso giustamente affidate a singoli specialisti. In particolare questa nuova figura si dovrebbe occupare di competenze che gli Anestesisti Rianimatori svolgono quotidianamente da tanti anni”.

“Non avremmo voluto fare lo sciopero – aggiunge Carpino – e provocare disagi ai cittadini. Speravamo in un intervento dei ministri Mussi e Turco. Ma alle nostre richieste si è risposto con il silenzio. Speriamo che questo sciopero convinca le istituzioni a convocare un tavolo di confronto per trovare una soluzione condivisa. E’ questa la richiesta della UMSPED AAROI (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani) che sciopera con l’adesione anche di SIAARTI (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva), SIARED (Società Italiana di Anestesia Rianimazione Emergenza e Dolore) e CPOAR (Collegio Professori Ordinari di Anestesia e Rianimazione). Se le Istituzioni non daranno risposte concrete, le iniziative di protesta saranno inasprite e proseguiranno ad oltranza”.

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