Il presidente delle Marche ha guidato la protesta per la soppressione delle fermate degli Eurostar; per l'Umbria c'è il rischio di un ulteriore diminuzione dei posti di lavoro dei ferrovieri

“Se Atene piange, Sparta non ride”. Alcuni cittadini e sindaci del comprensorio eugubino-gualdese e di alcuni Comuni marchigiani sono tornati ieri a manifestare, al momento del transito dell’Eurostar delle 7,15 proveniente da Ancona e diretto a Roma, dando seguito alla protesta di venerdì scorso contro la soppressione di sei delle otto fermate del treno Eurostar alla stazione ferroviaria di Fossato di Vico.
Se in Umbria sono stati i sindaci a bloccare la linea ferroviaria a Fossato di Vico, nelle Marche è stata la Giunta regionale al completo, guidata dal presidente Gian Mario Spacca, insieme a vari parlamentari della regione, segretari di partiti e amministratori comunali e provinciali, ad inscenare una manifestazione di protesta nella stazione ferroviaria di Ancona contro i nuovi orari invernali di Trenitalia e la soppressione delle fermate di alcuni treni Eurostar per Roma ad Ancona, Senigallia e Fossato di Vico, in Umbria.
Ai giornalisti il presidente della Regione Marche ha annunciato un incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi, prima di Natale, per discutere della situazione ferroviaria marchigiana.
Durante la protesta, durata circa mezzora, i manifestanti hanno camminato lungo i marciapiedi dello scalo ferroviario soffermandosi infine nel piazzale ovest, dove partono e arrivano i treni della linea per Roma.

Trenitalia ha soppresso due fermate Eurostar ad Ancona (sostituite con collegamenti bus Es-Link), quattro a Senigallia e sei a Fossato di Vico.

Ad Ancona in particolare non passeranno più due Eurostar. Gli anconetani che vorranno andare e tornare da Roma o da Rimini, faranno tappa a Falconara dove dovranno trasbordare da o su pullman gratuiti. perchè la linea diventa nei fatti Rimini- Roma e viceversa, passando per Falconara e non toccando più la città dorica.
Ma si teme, e questo potrebbe danneggiare anche i “ferrovieri” umbri che lavorano nel capoluogo marchigiano, anche che il Gruppo Ferrovie decentri da Ancona verso altri compartimenti la manutenzione del materiale passeggeri e circolazione.
In Italia il numero dei dipendenti Fs è stato ridotto in maniera consistente, ma è rimasto comunque al lavoro circa il 35% degli addetti
In Umbria invece, in 20 anni, siamo passati da 5.000 addetti a poco più di 1.000, circa il 20%, nonostante la presenza di un impianto di rilievo nazionale come le Ogr di Foligno.
Il governatore delle Marche ha ricordato che nella Legge Finanziaria erano stati reperiti i 104 milioni di euro chiesti dalle Ferrovie per non modificare gli orari, ma la soppressione delle fermate è andata comunque avanti.

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