Gli elettori accorrono più numerosi alle elezioni politiche che a quelle regionali

Sembra strano, ma in Italia i cittadini sono più interessati a eleggere i propri rappresentanti a livello nazionale che regionale. E il divario tra voto politico e locale aumenta.
E’ una delle tendenze che emerge dal “Quarto Rapporto annuale sullo stato del regionalismo in Italia”, redatto da Nicoletta Di Sotto per l’Istituto di studi sui sistemi regionali federali e sulle autonomie ‘Massimo Severo Giannini’ (Issirfa) del Cnr di Roma.
Se nel 1990 il tasso di partecipazione alle elezioni regionali era quasi allineato a quello delle consultazioni politiche (87,1% rispetto all’87,3%) negli anni la forbice si è ampliata.

Nel 2005 l’affluenza alle regionali ha raggiunto il 70,6% (in calo rispetto al 72,2% del 2000), mentre l’anno successivo le politiche hanno visto una partecipazione dell’82,8%.
Si va consolidando, la struttura bipolare delle competizioni regionali, come evidenzia anche il decrescente successo di forze politiche esterne alle due principali coalizioni.
In crescita il ‘voto personale’, quello espresso esclusivamente ai candidati presidente e non alle liste dei partiti, scelto in media dall’11,4% degli elettori rispetto al 10,3% delle elezioni precedenti, ma con notevoli divergenze tra le regioni.
Così come si incrementa il consenso per i presidenti ricandidati, il fattore “incumbency”.

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