Rivoluzione alla Confagricoltura di Perugia, dove un’assemblea dei soci incredibilmente partecipata – oltre duecento soci presenti, portatori di almeno 500 deleghe di voto – ha deciso di cambiare radicalmente il consiglio di amministrazione.
Ad uscire vincente dalla battaglia per la guida dell’organizzazione di categoria è stata la cordata guidata da Marco Caprai, in opposizione a quella del presidente uscente Augusto Bocchini. Dopo un lungo pomeriggio di dibattito, le operazioni di voto e di scrutinio, conclusesi a tarda notte, hanno visto vincere nettamente la prima lista con 392 preferenze contro le 282 di quella concorrente.
E’ passata dunque la linea del “cambiamento costruttivo” interpretata, oltre che da Caprai, da Matteo Lupi Grassi (Cantina Lungarotti), Guido Vivarelli Colonna, Vittoria Iraci, Antonio Bacchettoni, Luca Blasi, Fabio Ciri, Raffaele Franceschetti e Antonio Maggiaprile. Il gruppo aveva fissato in cinque punti il programma di azione: «rinnovare la politica e la gestione; rafforzare il ruolo di servizio dei dirigenti; valorizzare la struttura operativa di Confagricoltura; perseguirne il consolidamento economico e finanziario; affermare, all’interno, ruoli e responsabilità tra dirigenza e struttura per meglio affrontare le sfide sindacali ed il rapporto di servizio e di consulenza alle singole imprese».
Bocciata dunque la gestione di Bocchini, al centro da tempo di malesseri sotterranei che sono esplosi in vista dell’assemblea, come testimonia l’incetta di deleghe. Il presidente uscente ha dato battaglia fino all’ultimo, con tanto di campagna a pagamento sui giornali per sottolineare la necessità di “continuare ad assicurare la risoluzione dei problemi di tutti gli associati”.
- Redazione
- 13 Dicembre 2007








