Una donna avrebbe visto ed udito fuggire delle persone dopo un urlo lacerante nella casa dove abitava la studentessa inglese

Nessuno dei difensori né, tanto meno, l’accusato Rudy Hermann Guede sono rimasti sorpresi del fatto che il Tribunale del riesame di Perugia ha respinto il ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Gip per il concorso all’omicidio di Meredith Kercher.
Ma due fatti nuovi lasciano pensare che il lavoro di investigazione continui.
Infatti si è deciso di realizzare nuove fotografie delle impronte di scarpe presenti nella casa dell’omicidio, con una angolazione diversa da quella delle immagini già agli atti.
Vi sarà quindi un sopralluogo della polizia scientifica nell’appartamento di via della Pergola martedì prossimo. Vi potranno partecipare anche i consulenti delle parti.
I difensori, peraltro, puntano molto su una testimonianza di una donna che abita di fronte alla casa del delitto la quale avrebbe riferito agli investigatori di avere sentito un urlo lacerante la notte del delitto e, quasi subito dopo, avere udito un calpestio di passi, sulla ghiaia, di più persone.
La testimone avrebbe visto una persona fuggire verso via del Bulagaio e un’altra sulle scalette di ferro adiacenti al parcheggio vicino alla casa. Tali scalette per la difesa sarebbero sotto il controllo di una telecamera fissa.
I difensori rimarcano il fatto che questa testimonianza avvalorerebbe quanto dichiarato da Rudy, che pur non conosceva le dichiarazione della testimone.
Ovviamente diversa la ricostruzione dell’accusa, che contesta all’ivoriano varie bugie. In particolare non crede che Meredith abbia mai, nella serata del giorno antecedente all’omicidio, dato alcun appuntamento a Guede, come invece sostenuto da quest’ultimo che, per l’accusa, sarebbe arrivato in casa insieme ad Amanda Knox.
Per il Pubblico Ministero, inoltre, anche il racconto della testimone che abita di fronte all’abitazione dell’omicidio contraddice la versione dell’ivoriano il quale, oltre che essere presente sulla scena del delitto, come peraltro ammesso, avrebbe svolto una funzione attiva, insieme alla studentessa americana e a Raffaele Sollecito, nella consumazione del reato.

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