Nuovo stanziamento straordinario per bonificare il fiume che attraversa Marsciano: arriva a poche settimane dall'ultimo grave caso di inquinamento; altri 8 milioni di euro destinati ad interventi ambientali nella media valle del Tevere

In arrivo una “piena” di soldi per il fiume Nestore. E’ quanto contenuto nel secondo Accordo integrativo all’Accordo di programma quadro per la “tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche”, sottoscritto nei giorni scorsi da Regione Umbria e Ministeri dello sviluppo economico, dell’ambiente, delle infrastrutture e delle politiche agricole.
Le finalità sono quelle di promuovere un utilizzo sostenibile delle risorse idriche attraverso la realizzazione di opere infrastrutturali e, soprattutto, intervenire nelle situazioni di maggiore criticità ambientale. L’accordo integrativo prevede interventi complessivi per 17 milioni 500 mila euro (derivanti da risorse statali, regionali e dell’”Ato” 1), di cui oltre 5 milioni 100mila euro costituiti da nuove risorse “Cipe”:
La mole più consistente dei finanziamenti, pari a 9 milioni 300 mila euro, è stata destinata al disinquinamento del fiume Nestore che, secondo le indagini conoscitive condotte dall’Arpa per la redazione del Piano regionale di tutela delle acque, presenta elevati livelli di degrado ambientale.
Sono previsti interventi al sistema di raccolta, collettamento e depurazione delle acque reflue degli agglomerati urbani presenti lungo il bacino del fiume.
“Si tratta di opere di particolare rilevanza per la salvaguardia e la bonifica di questa risorsa idrica – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Lamberto Bottini. Daremo così attuazione agli impegni per il recupero ambientale del Bacino del fiume Nestore assunti, lo scorso anno, con l’accordo di programma tra Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comuni di Panicale, Perugia, Piegaro e Marsciano e Comunità montana Trasimeno-Medio Tevere. L’obiettivo – ha concluso l’assessore – è di migliorare la qualità delle acque, di depurare le acque reflue riutilizzandole per l’irrigazione, ma soprattutto di riqualificare l’asta fluviale del Nestore e dei suoi affluenti così da valorizzare anche le attività turistico-culturali, ricreative ed agronomiche dell’area”.
Le rimanenti risorse previste dall’Accordo integrativo saranno utilizzate per interventi ambientali nella media Valle del Tevere.

Va detto che mentre da una parte si moltiplicano gli impegni e gli investimenti da parte delle istituzioni per il suo risanamento e valorizzazione, dall’altra c’è chi continua a vedere il Nestore soltanto come una comoda fogna a cielo aperto a portata di mano. Ai primi di dicembre, infatti, si è registrato un nuovo episodio di grave inquinamento delle acque del fiume, rivelato prima da una schiuma biancastra e poi da una moria di pesci di portata preoccupante.
Così come spesso in passato, sembra che pure stavolta la causa dell’avvelenamento fluviale abbia poco a che vedere con Marsciano e dintorni, ma che debba essere individuato più a monte, dato che le prime indagini hanno potuto facilmente riscontrare come i problemi del corso d’acqua avessero inizio all’altezza di Mercatello, ovvero alla confluenza nel Nestore del torrente Genna che arriva in territorio mascianese dopo aver lambito la periferia sud di Perugia.
E’ una storia che si ripete, visto che anche la scorsa primavera (senza voler andare troppo indietro nel tempo) si era verificato un episodio analogo, con il sospetto pure allora che qualcosa non avesse funzionato nei sistemi di depurazione civile o industriale del capoluogo di regione.
Esclusa quasi subito, invece, l’ipotesi che il danno fosse collegato a reflui provenienti da allevamenti zootecnici, forse troppo spesso individuati in passato come l’origine di tutti i mali di quello che è diventato uno dei fiumi più inquinati dell’Umbria.

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