La resistenza agli antibiotici è un fenomeno assai noto, balzato agli onori della cronaca in virtù dei sempre più numerosi casi recenti di Staphylococcus aureus resistente alle meticillina.
Infezioni del genere hanno sviluppato una resistenza ai farmaci perché nel corso del tempo i batteri si sono evoluti in modo da potersi difendere dagli attacchi rivolti alle loro pareti cellulari.
Ma ora gli scienziati pensano di aver individuato una nuova strada, che consiste nell’insegnare ai batteri ad annientarsi da sé.
I ricercatori della Hebrew University di Gerusalemme hanno infatti scoperto una proteina che chiamano “fattore di morte extracellulare” (Edf). I batteri la sfruttano per regolare la popolazione delle colonie, inducendo il suicidio di alcune cellule.
La proteina potrebbe essere utilizzata per creare una nuova classe di antibiotici in grado di intervenire in maniera efficace sulle specie di batteri che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici convenzionali. Tra questi, una varietà particolarmente aggressiva di staffilococco che di recente ha provocato numerosi casi di gravi malattie e in alcune circostanze anche la morte del paziente.
Il nuovo trattamento agirebbe riuscendo ad annientare anche batteri completamente immuni alla penicillina e ai suoi derivati.
I batteri coordinano la propria popolazione decidendo chi deve soccombere e chi sopravvivere. I ricercatori israeliani sostengono di aver scoperto un segnale proteico che potrebbe essere innescato in ogni batterio attraverso la somministrazione di un farmaco.
- Redazione
- 15 Dicembre 2007






