Più passa il tempo e più abitudini antiche, derise in decenni di “modernità”, trovano nuovi riscontri da una scienza che sembra rivalutare la saggezza acquisita in secoli di “esperimenti” in merito al benefico effetto di sostanze naturali. Effetto che la chimica può solo imitare.
Quando ancora pochi sapevano scrivere e leggere un libro la conoscenza veniva tramandata oralmente e per questo i moderni l’hanno sottovalutata.
Ma ora molti stanno comprendendo che tenere nella giusta considerazione tradizioni antiche può significare aver ripercorso un grande tratto della vera, completa o sufficiente conoscenza dei problemi di sempre per l’uomo.
Un rimedio che rimanda ad altre epoche, l’ultima delle quali ricordata dai contemporanei è quella della guerra 1940-1945 quando veniva dato ai bambini – che ne odiavano il sapore – per aiutarli a stare in salute, grazie all’alto contenuto vitaminico. Ma adesso emerge che l’olio di fegato di merluzzo ha anche altre potenzialità: in particolare, dice una ricerca, può essere utile ad evitare la depressione.
Addirittura, dicono gli scienziati, un cucchiaio al giorno riduce del 30 % la possibilità di restare vittime della patologia.
Nel loro studio, che viene pubblicato sul Journal of Affective Disorders, i ricercatori dell’Università di Haukeland a Bergen in Norvegia, hanno esaminato lo stato di salute e le abitudini alimentari di 22.000 persone con più di 40 anni.
Hanno quindi osservato che coloro che non consumano olio di fegato di merluzzo hanno una percentuale significativamente più alta di stress, ansia e depressione.
Al contrario, il 9% delle persone esaminate, che ne ingeriscono un cucchiaio al giorno, mostrano una percentuale minore del 30% di questi stati di disagio psicologico.
Secondo i ricercatori, questa è l’ennesima prova degli effetti benefici degli acidi grassi detti Omega-3, che sono una componente fondamentale dell’olio.
Gli Omega 3, secondo diversi studi, sono utili a proteggerci da ictus e infarto, e persino dal tumore.
L’olio di fegato di merluzzo viene ottenuto con la cottura al vapore del fegato di questi pesci, per poi pressarlo ed estrarne il prezioso liquido, che è ricchissimo di vitamina A e D.






