Non solo la primavera è la stagione nella quale fioriscono le allergie. Questi disturbi colpiscono anche in altre stagioni dell’anno, anche in inverno, periodo nel quale diverse sostanze minacciano il 25% della popolazione affetto da malattie allergiche.
Oltre ai pollini, a scatenare le allergie vi sono sono sostanze non legate alla stagionalità: alimenti, acari, farmaci, lattice, precisa il professor Sergio Bonini dell’Istituto di neurobiologia e medicina molecolare (Inmm) del Cnr di Roma.
Anche i temporali, con fulmini, possono indurre, attraverso modificazioni elettriche dell’atmosfera, una rottura dei pollini e, quindi, la liberazione nell’aria degli allergeni.
Chi soffre di asma allergica, secondo una rivista del C.N.R., deve temere le basse temperature e l’umidità che, determinando un restringimento dei bronchi, rendono l’apparato respiratorio suscettibile al riacutizzarsi del disturbo.
Peraltro tenere le finestre chiuse per mantenere gli ambienti caldi, impedendo l’ingresso nei locali di sole e aria, può favorire concentrazioni elevate di acari, soprattutto se ci sono tappeti e moquette.
Inoltre nelle persone affette da allergia si possono presentare sintomi allergici in seguito all’assunzione di alimenti. Così, ad esempio, chi è allergico alle graminacee deve evitare pomodori, arance e kiwi; chi lo è invece alle betulle non deve mangiare pere, banane, mele, noci, nocciole, sedano, finocchi e carote.
- Redazione
- 16 Dicembre 2007






