Fino ad ora era solo una teoria ed era stata “spettacolarizzata” in un film americano, ma ora è certo: la Corrente del Golfo può essere fermata dai cambiamenti climatici.
Detta così sembra solo una curiosità scientifica, ma in concreto significa che l’innalzamento della temperatura media sulla terra può, anzi porta, ad una repentina glaciazione di gran parte dell’emisfero nord del mondo.
Lo hanno dimostrato i ricercatori dell’università di Bergen.
Dal loro studio è emerso che un ghiacciaio sciolto 8 mila anni fa ha sconvolto la corrente atlantica, “la corrente del Golfo”, e che l’evento potrebbe replicarsi.
Non è facile comprendere come tutto ciò sia accaduto, se non si parte da un dato fondamentale.
Le acque degli oceani si muovono, come l’atmosfera, sulla base di un principio termo dinamico. Cioè è la differente temperatura e densità dell’acqua e dell’aria in diverse zone che determina la messa in movimento di masse acquatiche o d’aria.
Più o meno tutti possono comprendere che l’aria si muove da zone ad alta pressione verso zone a bassa pressione. Lo stesso accade per le acque. Per gli oceani i fattori di “movimento” sono la temperatura e la densità salina.
Contrariamente a quanto tutti pensano, la “corrente del Golfo” non sale dal Golfo del Messico verso il circolo polare artico. Tale corrente è “tirata” dall’artico.
Intorno ai ghiacciai del Polo nord l’acqua è gelida, perché la raffreddano i ghiacciai immersi in essa. Per un principio fisico l’acqua fredda tende ad inabissarsi sul fondo e crea così un risucchio che tira verso nord l’acqua più calda.
La forza e la costanza di questo risucchio è tale che attira acqua calda dal golfo del Messico fino all’arcipelago britannico, la penisola norvegese ed addirittura il porto di Arcangelo, in Russia, che pur trovandosi in un mare glaciale rimane libero dei ghiacci.
Questo perfetto motore naturale, che mischia le acque di tutti gli oceani e di cui quello artico è solo un pezzo, tuttavia può fermarsi ancora una volta.
Se prosegue lo scioglimento dei ghiacciai, presto l’acqua sarà, ovviamente, meno fredda e meno densa, perché i ghiacciai sono fatti di acqua dolce che mischiandosi con quella del mare la rendono meno ricca di sale e quindi più leggera.
Acqua più leggera, quindi acqua che va meno in profondità, non si inabissa e non tira verso nord acqua più calda.
Quando il motore si fermerà, l’acqua della parte nord dell’oceano Atlantico sarà tanto fredda da causare gelo nelle terre che si affacciano su di esso.
Terre che non saranno più riscaldate dalla “corrente del Golfo” non più risucchiata verso il polo, perché la differenza di temperatura e di densità delle acque, che nella sostanza determina i movimenti degli oceani, sarà così ridotta che il motore entrerà in “folle”.
Di converso, le acque del golfo del Messico e dintorni, non più “ricambiate” diventeranno sempre più calde e quindi genereranno sempre più uragani.
Avremo quindi, come tutti predicono, condizioni estremamente diverse nelle varie parti del mondo.
- Redazione
- 16 Dicembre 2007








