La ricerca scientifica sulle biodiversità scopre quasi ogni giorno la possibilità di sfruttare economicamente batteri ed insetti che si vorrebbero distruggere

Quando si parla di difendere la “biodiversità” pochi si rendono conto cosa si rischia di perdere.
Forse un esempio potrebbe venire dal ricordo di quanti definirono la Libia “uno scatolone di sabbia” non immaginando che sotto la sabbia ci fosse un mare di petrolio.
In verità, del mondo che lo circonda l’uomo conosce solo una piccolissima parte e per ignoranza potrebbe “buttare” qualche cosa che vale più dell’oro.
Un esempio attuale è un insetto che tutti vorrebbero sterminare per i danni che combina al legno.
Ma ora una scoperta del Genome Institute del dipartimento dell’energia americano (Doe) rivela che potrebbe venire dallo stomaco delle termiti il futuro dei biocarburanti ricavati da sostanze zuccherine “create”, da questi insetti, a partire dal legno.
Le termiti per digerire il legno usano una serie di microbi altamente specializzati nel loro stomaco.
Ci sono due tipi di batteri addetti all’operazione: i fibrobatteri, che si concentrano sulla degradazione del legno, mentre i treponemi si occupano della fermentazione degli zuccheri .
Ora finalmente si è a conoscenza della loro struttura genetica, e si può quindi quali risalire a quali sono gli enzimi che utilizzano.
Sono più di 500 i geni
che codificano gli enzimi per la digestione del legno. Per utilizzare la scoperta su scala industriale bisogna ora trovare quali di questi 500 sono i più efficaci.

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