Gli italiani, dicono gli esperti, sono pessimisti e sfiduciati. Avranno le loro ragioni, ma probabilmente queste attengono al loro ripiegarsi, per validi motivi si badi bene, nel privato e nell’immediato,
Se potessero dare uno sguardo d’insieme a ciò che è accaduto nell’ultimo quarto di secolo, nel mondo scientifico forse il loro umore migliorerebbe.
Per renderlo più agevole, è stato proposto da un quotidiano americano e ripreso da uno dei nostri maggiori, un consistente elenco di venticinque eventi destinati a lasciare il segno, ad aprire varchi in campi sconosciuti, a incidere insomma nella storia e rispetto ai quali si potrebbe anche dire “io c’ero”.
C’è di tutto, dai neutrini alla clonazione della pecora Dolly, il primo mammifero nato in esatta replica di un progenitore.
Ma già impressiona il semplice elenco delle novità proposte dalle varie branche scientifiche: la scoperta che il nostro Universo si espande a velocità sempre maggiore, le mappe ottenute da due diversi gruppi di ricerca del genoma umano, l’accordo internazionale sul clima basato sulla constatazione del riscaldamento globale del pianeta, il lancio (1990) e le meravigliose fotografie celesti del telescopio spaziale Hubble, le “impronte” lasciate dal Big Bang con le disuguaglianze nella radiazione cosmica di fondo, il metodo di identificazione trovato all’università di Leicester attraverso il Dna delle singole persone, la già citata Dolly (1996) a cui altri cloni sono seguiti, il metodo per “linkare” le pagine su Internet, la scoperta del “buco” nella coltre d’ozono sull’Antartico (1997).
E ancora: i pianeti extrasolari, prima scoperta nel 1995 degli astronomi Mayor e Queloz, l’interferenza della Rna con i geni, la rivelazione della particella subatomica “top quark”, il ritrovamento dei resti di un dinosauro piumato, anello di collegamento con gli uccelli, la retrocessione di Plutone a “pianeta nano” dovuta alla scoperta di una nuova lontana fascia asteroidale, l’isiolamento di cellule staminali embrionali umane, il ritrovamento di tracce di acqua su Marte da parte del “rover” Opportunity e quello del più antico ominide, l’Ardipithecus ramidus, trovato in Etiopia e datato a 4,4 milioni di anni fa.
Infine: la misura della massa del neutrino, i cambiamenti climatici scoperti per gli ultimi 600 milioni di anni e quelli ancora possbili con l’aumento delle temperature, l’”esplosione” delle neuroscienze, gli esperimenti di teletrasporto all’università di Vienna, l’Evo-Devo, nuova branca della biologia evolutiva dello sviluppo, le eccezionali osservazioni solari del satellite Soho, la scoperta dello “hobbit”, l’omarino fossile dell’isola indonesiana di Flores, vissuto sino a tempi recenti.
Nel novero ci sono alcuni passi avanti che appaiono decisivi, sia nella tecnologia che nell’aprire nuove finestre sull’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Varchi in ciò che era ignoto, da cui passeranno sicuramente sviluppi importanti, oggi a volte neppure individuabili. Varchi attraverso i quali potrebbe passare un futuro migliore.
- Redazione
- 20 Dicembre 2007








