Un suggerimento, che per Natale potrebbe risultare molto gradito, per migliorare la memoria delle persone anziane viene ancora una volta dal mondo della scienza: un cd di musica classica, Mozart o Vivaldi probabilmente fa lo stesso, meglio se è di loro gradimento.
La conferma che la musica classica fa bene al cervello, anche quello degli anziani, viene da una ricerca italiana.
L’ascolto di brani musicali, meglio se di Antonio Vivaldi, sembra infatti capace di potenziare la memoria di individui in là con gli anni.
Scoperto in uno studio su anziani diretto da Nicola Mammarella della Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti, il potere della musica del compositore veneziano è stato battezzato “effetto Vivaldi” e fa il paio con il più noto “Effetto Mozart”, già più e più volte dimostrato in numerosi studi.
Lo studio italiano, che ha coinvolto 24 individui anziani, ha individuato come brano, capace di incidere su memoria a breve termine e memoria operativa, uno tratto da ‘Le quattro stagioni’ di Vivaldi.
Gli esperti hanno dimostrato che, diversamente dal semplice rumore o dal silenzio, l’ascolto di Vivaldi potenzia le performance degli anziani a test mnemonici di vario tipo come ricordare una serie di numeri in successione progressiva.
Il miglioramento della performance mnemoniche, hanno spiegato gli scienziati, potrebbe essere attribuibile all’aumento dello stato di vigilanza e di attenzione indotto dalla musica, inoltre è plausibile che specifiche caratteristiche della musica agiscano sulla memoria di lavoro fonologica.
- Redazione
- 20 Dicembre 2007








