Quella che emerge dall’indagine sull’economia terziaria della provincia di Perugia è l’immagine di un settore che ha vissuto un anno difficile, come dimostrano i dati altalenanti sull’andamento economico e le molte emergenze che lo hanno coinvolto.
Un settore, il terziario, che continua ad offrire concrete opportunità di occupazione. Come confermano anche i dati ufficiali riportati dal Documento Annuale di Programmazione 2008 – 2010, che riconosce come la crescita dell’occupazione umbra si debba essenzialmente a questo settore (passato da 220.000 a 228.000 unità), che occupa il 64% dei lavoratori umbri, oltre la metà dei quali (52,3%) sono donne.
Un settore che si è dovuto misurare con temi “caldi” come quello dei “superfestivi” – che ha trovato una soluzione, in linea con le attese degli operatori, nelle modifiche alla legge regionale del commercio approvate alcuni giorni fa – e del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che vede ancora lontane le posizioni delle parti.
Un settore che avverte sempre di più la minaccia della criminalità, soprattutto nei settori del commercio e dei servizi e nell’area del capoluogo, e che ha dovuto affrontare, nel corso del 2007, il peso di campagne sui prezzi che ne hanno indebolito l’immagine, senza però contribuire a fare la necessaria e dovuta chiarezza su ruoli, responsabilità e interessi di tutti gli attori sul mercato.
L’indagine ha coinvolto un campione rappresentativo di 440 imprese del commercio, turismo e servizi, associate alla Confcommercio della provincia di Perugia.
Anche nel 2007, il terziario continua ad essere il settore che più offre occupazione, specie nel settore del turismo. Ma tutti i tre comparti – commercio, turismo e servizi – hanno registrato un aumento di nuovi inserimenti rispetto al 2005.
Gli inserimenti di nuovo personale nel 2007 registrano un picco del 25% a fronte di un 16% di inserimenti dichiarato nel 2005; scende al 75% la percentuale delle imprese che non hanno effettuato inserimenti nel biennio.
Il mancato inserimento di personale è stato determinato da varie cause. Un 4% (era il 5% nel 2005) ha risposto che c’è eccedenza di personale; per un 2% (era il 3% nel 2005) ci sono difficoltà a reperire figure professionali formate; il rimanente 94% (era il 92%) ha dichiarato una sostanziale stabilità della struttura attuale, dovuta anche alle piccole dimensioni dell’azienda, spesso a conduzione familiare.
Più alta la percentuale di inserimenti di nuovo personale per il settore turismo, che nel 2007 ha un picco del 43%, a fronte di un 30% di inserimenti dichiarato nel 2005; diminuisce pertanto al 57% la percentuale delle imprese che non hanno effettuato inserimenti nel biennio.
Il perché del mancato inserimento di personale è stato spiegato da un 7% di imprese (era il 21% nel 2005) con una eccedenza di personale; per un 9% (non era un problema nel 2005) ci sono difficoltà a reperire figure professionali formate; per il rimanente 85% delle imprese (era il 79% nel 2005) è dovuto in parti uguali ad una dichiarata stabilità della struttura attuale, dovuta anche alle piccole dimensioni dell’azienda spesso a conduzione familiare, oppure ad una contrazione del lavoro.
Gli inserimenti di nuovo personale, nei servizi, nel biennio 2005 – 2007 vedono un picco del 22% a fronte di un 8% di inserimenti dichiarato nel 2005; diminuisce pertanto al 78% la percentuale delle imprese che non hanno effettuato inserimenti nel biennio.
Questo 78% di imprese ha motivato il perché del mancato inserimento di personale nel modo seguente: per un 3% (era il 9% nel 2005) c’è eccedenza di personale; per un 7% ci sono difficoltà a reperire figure professionali formate: il rimanente 90% (era il 91% nel 2005) è dovuto ad una contrazione di lavoro.
Il 2007 è stato un anno “pesante” sul fronte della criminalità, come testimonia anche la cronaca. L’indagine ha sondato la percezione che ne hanno le imprese.
Il 51% delle imprese intervistate (commercio, turismo e servizi) ritiene che la criminalità arrechi un danno diretto alla propria impresa. In particolare, il 23% ritiene arrechi molto danno alla sua impresa; il 32% pensa arrechi un danno sufficientemente elevato, ed il 45% ritiene che il danno sia relativamente basso.
Il 35% delle imprese terziarie intervistate ritiene che vi sia stata un’impennata della criminalità nel 2007.
Del 51% delle imprese che si ritengono danneggiate dalla criminalità, il 49% dichiara che il problema maggiore sono i furti.
Il 16% lamenta il continuo spaccio di droga nelle vicinanze dell’attività lavorativa che crea disagio ed allontana il cliente, oltre a degradare l’abitabilità della zona; il 15% le truffe; il 10% il vandalismo ed il 9% le rapine, mentre c’è un timido, ma preoccupante, 1% che inizia a parlare di turbative dell’attività d’impresa dovute alla criminalità organizzata.








