Ricercatori americani smontano molte "leggende metropolitane" e smentite da accurati studi scientifici

I capelli, contrariamente a quello che si pensa non crescono più forti e più sani se rapati a zero.
In questo caso c’é addirittura uno studio scientifico che lo smentisce, datato 1928: da un vero e proprio trial clinico è emerso che il taglio non ha nessun effetto sulla struttura dei capelli, ma la leggenda è rimasta, proprio perché apparentemente i capelli appena tagliati appaiono più forti.
Due ricercatori stanno raccogliendo decine di leggende metropolitane mediche, che finiranno in un libro.
Tra queste c’è anche il fatto che leggere con la luce bassa rovina gli occhi (in realtà non ci sono effetti sulla vista).
I ricercatori dell’Università dell’Indiana si sono divertiti a smentire, attraverso verifiche sull’effettiva pubblicazione su riviste scientifiche, alcune delle ‘leggende metropolitane’ che anche i medici tramandano.
Fra quelle più comuni in campo medico c’é anche quella che gli esseri umani usano il 10% del proprio cervello, che resiste nonostante ormai si sia in grado di verificare il funzionamento della materia grigia in tempo reale grazie alla risonanza magnetica, e non siano mai emerse zone inattive.
Questo mito risale addirittura ai primi del ‘900 – scrivono gli autori – e molto probabilmente è dovuto a sedicenti esperti che vendevano sostanze, come l’olio di serpente, con la pretesa che aumentassero le capacità cerebrali“.
Ancora più antica di questa, tanto che gli autori non sono riusciti a trovarne l’origine esatta, è la credenza, molto diffusa nei racconti dell’orrore, che i capelli e le unghie continuano a crescere per alcuni giorni dopo la morte: “Si tratta in realtà di un’illusione ottica dovuta al fatto che quando si muore i tessuti del corpo cominciano a disidratarsi, la pelle si ritira e quindi le unghie sono più evidenti”.

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