E' tutto vero meno che la neve, i magi, la stella cometa e... Gesù Cristo non sarebbe affatto nato in dicembre

Rowan Williams, arcivescovo anglicano di Canterbury, ha provato a demolire una convinzione sulla ricorrenza appena passata: Gesù Cristo non sarebbe affatto nato in dicembre.
Nessuna stella avrebbe tremolato in cima alla capanna dove la Vergine Maria diede alla luce il Messia.
Niente neve a incorniciare il lieto evento, ma sopratutto, niente Re Magi che recavano ossequi e doni.
Insomma, il mito della natività, così come lo conosciamo, non è altro che una leggenda, secondo una notizia diffusa dall’Ansa.
“L’unica testimonianza dell’esistenza dei Re Magi ci arriva grazie al Vangelo di Matteo“, ha spiegato Williams. “Eppure Matteo non dice che erano tre, né che fossero re e non dice neppure da dove venissero. In realtà, racconta solo che erano astrologi, saggi e che venivano da qualche luogo al di fuori dell’impero romano”.
Tutto il resto, dunque, è leggenda. “E funziona molto bene”, ha concluso l’arcivescovo. Ma a cadere sotto le picconate di Williams non sono solo i Re Magi. Oro, incenso e mirra? Un’invenzione. La neve? “Molto improbabile” alle latitudini di Betlemme. Quanto alla stella poi, secondo Williams gli astri semplicemente non si comportano in modo così bizzarro.
E tanto per essere chiari, “il Natale cade dove cade perché tornava bene per il calendario invernale”.

Insomma, la classica immagine del Natale come viene rappresentata nel presepe da svariate generazioni – la capanna, la neve, i pastori in fila da una parte, i Re Magi dall’altra, i doni e la stella che scintilla – è una bufala bella e buona. “Non può essere andata così”, ha sentenziato Williams. Ma su una cosa sono tutti d’accordo: la vergine Maria si chiamava davvero Maria e il babbo di Gesù era davvero Giuseppe.
Sarà pure una leggenda ma c’è chi cerca riscontri scientifici.
Secondo la teoria di un astrofisico americano, Grant Mathews, dell’Università di Notre Dame, in Indiana pastori e i Re Magi non furono guidati alla grotta di Betlemme da una cometa ma da un raro allineamento astrologico Sole-Luna-Pianeti. 
Secondo Mathews, di una stella ferma nel cielo parlano anche testi cinesi e coreani a proposito di un evento celeste del quattro avanti Cristo.
La “stella in Oriente” di cui parla l’evangelista Matteo sarebbe stata una inconsueta congiunzione astrale avvenuta tra l’anno 2 e l’anno 6, la più plausibile quella che si verificò il 17 aprile del 6 avanti Cristo, quando il Sole, Giove, la Luna e Saturno si allinearono nella costellazione di Ariete, mentre Venere e Marte erano di casa nelle costellazioni vicine.

La teoria di Mathews è una delle tante che dai tempi di Keplero vengono avanzate dagli scienziati del cielo per dare una soluzione razionale al mistero della stella. Ai primi del ‘600 l’astronomo tedesco aveva suggerito un allineamento astrale di Marte, Giove e Saturno nel sette avanti Cristo come l’evento guida del viaggio dei Magi a Betlemme. Secondo Mathews, questa data non può essere esatta perché Gesù nacque a Betlemme sotto il regno di Erode.

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