E’ con pragmatismo e ragion di stato che l’Amministrazione comunale di Todi ha deciso di affrontare lo “tsunami” collegato alle centinaia e centinaia di cartelle di accertamento ICI arrivate o in arrivo, per un importo complessivo di circa 550 mila euro, ai cittadini.
Entro la prima metà di gennaio verrà attivato l’annunciato front-office del quale aveva già parlato nei giorni scorsi l’assessore al bilancio Mario Ciani. Si tratterà di uno sportello dove i contribuenti troveranno insieme sia un addetto del servizio tributi che uno dell’ufficio urbanistica, così da poter fornire contestualmente tutti gli elementi utili ad un riscontro delle varie situazioni.
Appena le feste sarà disponibile inoltre il “vademecum” in via di predisposizione per fornire ai cittadini una serie di informazioni utili per poter valutare con cognizione di causa la strada migliore rispetto alla propria specifica casistica: se ricorrere alla commissione tributaria, se rinunciare all’edificabilità attribuita, se è ipotizzabile una rateizzazione della cartella e tutte le altre prerogative previste a tutela del contribuente.
Si parla anche della possibile presenza nel front-office della figura di un esperto tributarista esterno che possa garantire ulteriormente la qualità e l’imparzialità dell’assistenza.
Quello che negli ambienti del centrodestra viene ribadito è che l’invio delle cartelle era un atto dovuto ricevuto in eredità dalla precedente Amministrazione Marini e al quale non era comunque possibile sottrarsi (ma nonostante questo si sta verificando se tutto sia avvenuto nel rispetto delle tempestiche e delle procedure previste).
L’importo delle cartelle, peraltro, è inserito nel bilancio 2007 e il suo parziale venir meno per un eventuale futuro pronunciamento delle Commissioni tributarie o della Corte Costituzionale potrebbe generare un “buco” di bilancio a dir poco preoccupante, anche perché andrebbe a proiettarsi pure sugli esercizi futuri, quando si sarebbero dovuti concretizzare gli incassi derivanti dai recuperi delle annualità successive a quella del 2002 oggetto degli attuali avvisi.
Se il Comune si sta organizzando per dare risposte, vi sono cittadini che si stanno muovendo per promuovere ricorso mentre alcune organizzazioni di categoria ed associazioni sindacali hanno iniziato a raccogliere i nominativi per coordinare eventuali azioni collettive.








