Le cooperative con oltre 250 dipendenti nel mirino di Bruxelles che vorrebbe eliminare le agevolazioni concesse alle cooperative; intanto in Umbria continua a crescere Collestrada

Mentre la Coop Centro Italia ha archiviato un buon 2007, nubi minacciose si addensano sul sistema cooperativo italiano.
I soci di Coop sono aumentati di 13.672 unità
rispetto ad una previsione di incremento di 10.000, a testimonianza che nell’Italia Centrale le cooperative di consumo costituiscono una notevole forza attrattiva per i consumatori.
Le vendite hanno registrato un balzo in avanti di 20,4 milioni con uno scostamento positivo del 4,4% per l’Ipercoop di Terni e del 4% di quello di Collestrada di Perugia.
Grande anche l’incremento di raccolta prestiti da soci che ha fatto segnare un + 36,1% rispetto al budget preventivo. Il tutto ha comportato un aumento di utili di 2,5 milioni.

Il successo di Coop Centro Italia e del sistema cooperativo ha tuttavia indotto la Commissione europea a chiedere al Governo italiano l’abolizione delle agevolazioni fiscali di cui beneficiano le cooperative di grandi dimensioni, che non rientrino nelle categoria delle piccole e medie imprese.
È questo l‘orientamento che è stato espresso dal commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes, durante una riunione a porte chiuse con i più stretti collaboratori che si occupano di aiuti di Stato.
Neelie Kroes ha deciso di inviare una lettera al Governo italiano per mettere sotto accusa il regime fiscale delle cooperative; una missiva che è ora in corso di preparazione e partirà in questo primo mese dell’anno.
La linea è stata, però, già decisa in modo preciso. La Kroes ritiene che le agevolazioni offerte al sistema cooperativo italiano dalle leggi 904/77, 449/1997 e 601/173 per l’abbattimento del reddito imponibile si configurino come aiuti di Stato.
Tuttavia, la first lady dell’Antitrust europeo ammette che le agevolazioni possono essere giustificate per cooperative di dimensioni contenute. Pertanto intende fare riferimento alla definizione europea di Pmi e considerare legittima l’applicazione degli sgravi solo per imprese che impiegano meno di 250 persone e che abbiano un fatturato annuale non oltre i 50 milioni di euro o attività di bilancio non eccedenti i 43 milioni di euro.

La Kroes vuole chiedere al Governo italiano di rendere applicabili le agevolazioni solo alle imprese che restino al di sotto di queste soglie. La procedura che la Kroes intende aprire riguarda aiuti esistenti (e non nuove misure). Pertanto non comporterà la richiesta di recupero di alcuna somma pregressa, ma una sollecitazione al Governo italiano a modificare la legislazione esistente, con la richiesta di una risposta, con tutta probabilità entro due mesi.
La nuova mossa in arrivo riguarda un dossier aperto da tempo. Avviato sull’onda di una denuncia contro i benefici fiscali alle cooperative di consumo presentato nel maggio dell’anno 2006 da Federdistribuzione, l’associazione delle grandi catene commerciali. Un esposto che ha preso di mira in particolare le nove cooperative di consumo appartenti al consorzio CoopItalia.
Secondo i ricorrenti, le cooperative in questione sarebbero leader di mercato della grande distribuzione e avrebbero perso la natura mutualistica e la funzione sociale che, in passato, giustificava le agevolazioni. Dal mondo cooperativo si è ribattuto che l’assenza di distorsioni di mercato sarebbe dimostrata, invece, dal fatto che CoopItalia ha mantenuto una quota costante di mercato della grande distribuzione negli ultimi anni, a fronte della bruciante ascesa di gruppi come Auchan e Carrefour.
Bruxelles aveva poi inviato nell’agosto 2007 un dettagliato questionario sul sistema cooperativo, seguito da una richiesta di supplementi di informazioni sui bilanci delle cooperative interessate. Ricevuti i dati richiesti, si è giunti ora al momento della verità.

La posizione della Kroes fonda, però, l’illegalità dell’aiuto su un inedito parametro di dimensione dell’impresa, che potrebbe prestarsi a una contestazione sul piano giuridico dal Governo italiano
. Tanto più che, in questo stesso periodo, la Direzione generale agricoltura della Commissione si appresta a esprimersi nuovamente a favore, dopo una sentenza negativa del Tribunale Ue, di un’aliquota agevolata sui redditi concessa alle cooperative agricole spagnole.
In questo campo l’Italia sembra però diventata per la Kroes il terreno principale per un test sulla compatibilità degli aiuti alle cooperative. Anche se, per ragioni di equità, Bruxelles dovrebbe poi scandagliare, con lo stesso metro, le agevolazioni concesse alle grandi cooperative di altri Paesi.

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