Ma usl e magistratura cercano di capire se ci sono state leggerezze o omissioni di assistenza da parte del servizio di guardia medica

Cessato l’allarme per la ipotizzata infezione da meningite che era scattato dopo la morte di F. A., il turista ventisettenne di Terni deceduto all’alba di lunedì in un albergo di Rimini, dove si trovava da pochi giorni con la fidanzata .
Potrebbe essere stato un edema polmonare, legato a una malformazione cardiaca mai diagnosticata in precedenza, a provocarne la morte.
Non verrebbe scartata nemmeno, ma considerata comunque assai meno probabile, una polmonite trascurata fino a provocare una sepsi.
I sanitari avrebbero invece praticamente escluso che possa essersi trattato di meningite; già il primo esame compiuto sul corpo del giovane aveva portato ad escludere un’infezione di questo tipo, ma visto che nei giorni precedenti il ternano aveva sofferto di una sintomatologia di presumibile natura infettiva, il dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl riminese aveva disposto la profilassi per le persone entrate a diretto contatto con il giovane umbro.
Piuttosto si sta indagando se tutto ha funzionato nei servizi di emergenza della “capitale” della riviera romagnola.
F. A. era arrivato con la ragazza a Rimini, per passare gli ultimi giorni dell’anno, nel tardo pomeriggio di sabato 29 dicembre, e quella stessa sera i due avevano chiamato la guardia medica, che sulla base dei sintomi indicati aveva prescritto un comune farmaco antipiretico.
Domenica, dato che le condizioni del giovane non miglioravano, la fidanzata aveva nuovamente cercato di contattare la guardia medica, ma non ci sarebbe riuscita. Con una situazione ormai critica, lunedì nuova telefonata, ma i sanitari del 118 arrivati in albergo avevano potuto a quel punto solo constatare il decesso.

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