Una notizia, pubblicata sulla rivista PLoS online e rilanciata dall’Ansa, potrebbe davvero significare qualcosa di importante contro cirrosi epatica e carcinoma al fegato. Sebbene con le cautele del caso, uno studio ancora preliminare potrebbe aprire le porte a terapie mirate contro la cirrosi epatica e il danno a questo organo che potrebbe divenire terapeuticamente reversibile.
Riparare il fegato ‘vittima’ di eccessi alcolici o infezioni forse sarà possibile spegnendo una molecola: il metodo ha funzionato su topolini riducendo addirittura il loro grave danno epatico caratterizzato dalla presenza di tessuto fibrotico-cicatriziale, che apre le porte a danni maggiori come cirrosi e cancro.
Infatti scienziati della università di San Diego hanno bloccato la formazione di tessuto fibroso e indotto il riassorbimento di quello già formato nel fegato di animali, bloccando una proteina chiamata ‘RSK’ che è implicata nel processo di guarigione delle ferite.
Il fegato, soggetto a danni ed intossicazioni causate da eccessivo consumo di alcol o da infezioni virali come l’epatite, reagisce dando luogo alla formazione di un eccesso di collagene, un materiale filamentoso secreto dalle cellule anche in sede di riparazione delle ferite.
Ma quando in eccesso, questa massa fibrosa, rende non più funzionale il tessuto epatico, di fatto portando col tempo a insufficienza epatica.
Gli esperti hanno pensato di verificare cosa succede bloccando la formazione del processo fibrotico. Così bloccando la proteina RSK direttrice d’orchestra della formazione di tessuto fibroso, l’equipe Usa diretta da Martina Buck ha non solo bloccato l’ulteriore aggravarsi del danno epatico, ma sembra anche aver migliorato la condizione del danno già esistente.
- Redazione
- 2 Gennaio 2008








