Secondo una recente ricerca di Greenpeace, nell'avveniristico cellulare della Apple risulterebbero presenti sostanze chimiche nocive

L’IPhone, avveniristico cellulare della Apple oggetto del desiderio per milioni di persone che ne hanno tanto atteso l’arrivo in Europa, contiene composti chimici e materiali nocivi per la salute umana, almeno secondo uno studio svolto dall’associazione non governativa ambientalista Greenpeace.
“Un laboratorio scientifico indipendente – denuncia Greenpeace – ha esaminato 18 componenti interne ed esterne all’iPhone, confermando la presenza di composti a base di bromo in metà dei campioni, inclusa l’antenna del telefono, dove la loro concentrazione arriva fino al 10% in peso. Sono stati inoltre trovati un insieme di ftalati, additivi tossici usati per ammorbidire il PVC, fino a un valore di oltre 1,5% in peso dei rivestimenti plastici dei fili dell’auricolare”.

Questi risultati sono frutto di due test che l’associazione ha condotto sui prodotti della Apple a partire dal 2006. Il secondo ha preso in esame i computer portatili dell’azienda di Steve Jobs (MacBook Pro) e il diffusissimo lettore mp3 iPod Nano. Anche in questi oggetti di culto è stata rilevata la presenza di ritardanti di fiamma bromurati e PVC in alcune componenti.
Il coordinatore del progetto, David Santillo, ricercatore presso i laboratori di analisi di Greenpeace, prospetta un’ulteriore minaccia contenuta nei prodotti sopracitati: “due degli ftalati trovati ad alti livelli nel cavo dell’auricolare sono classificati come tossici per la riproduzione, a causa della loro riconosciuta capacità di interferire con lo sviluppo sessuale dei mammiferi (in particolare del genere maschile). Anche se non sono vietati nei cellulari, questi ftalati sono banditi in tutti i giocattoli e articoli per l’infanzia venduti in Europa”.

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