Una società specializzata nel recupero dei dati dai dischi rigidi di computer che hanno subìto gravi danni, ha stilato una top ten nella quale compaiono i casi più incredibili pervenuti nei propri centri assistenza nel 2007.
Le dieci peggiori disavventure informatiche sono state selezionate fra le migliaia risolte quest’anno.
All’ultimo posto della classifica una signora che, evidentemente distratta come tanti, ha infilato in lavatrice la sua chiavetta Usb. La donna si è accorta del danno soltanto quando ha finito il lavaggio. Dei suoi dati però, proprio come delle macchie sui capi sporchi, non vi era più traccia.
Al nono posto un padre di famiglia che, tornato di fretta dal lavoro per dar da mangiare alla sua bambina, ha visto inabissarsi in un appiccicoso purè di mele una chiavetta Usb che aveva scordato in una tasca della camicia.
All’ottavo posto si è piazzato un pescatore che, forse stanco di attendere le sue prede, ha ingannato il tempo giocando con il suo laptop. Alzandosi in piedi per prendere una delle canne è finito in acqua insieme al suo adorato computer.
Al settimo posto si è classificato un fotografo. L’uomo, dopo aver realizzato un servizio nuziale, ha inavvertitamente sovrascritto le immagini presenti sulla scheda con altri scatti. Inutile dire che uno scherzo del genere gli sarebbe potuto costare molto caro: affrontare una sposina infuriata non è da tutti.
Il sesto posto è stato conquistato da uno scienziato che, nel bel mezzo di un esperimento, ha versato una sostanza acida sopra un disco rigido esterno. All’interno del supporto si trovavano informazioni preziose, frutto di anni di duro lavoro.
Il quinto gradino della top ten è stato conquistato da due manager australiani. Nel bel mezzo di un litigio un uomo d’affari ha lanciato una chiavetta Usb contro il socio. La chiavetta, contenente manco a dirlo importanti progetti e presentazioni aziendali, è finita sul pavimento frantumandosi in mille pezzi.
Al quarto posto la classica disavventura non causata però volontariamente, o comunque non provocata dalla negligenza di una persona. L’unico colpevole di questa storia è il fuoco. Un incendio ha infatti distrutto gran parte dei documenti presenti in un ufficio, risparmiando solo alcuni Cd. Questi, tuttavia, si erano fusi con la custodia in plastica.
Sul terzo gradino del podio sale uno scienziato alquanto imbranato. Il ricercatore, alla ricerca della tranquillità assoluta, sentendo cigolare il suo disco fisso ha pensato bene di risolvere il problema praticando un foro sullo stesso per poi versare dentro dell’olio. Il disco ha smesso di fare rumore, ma anche di funzionare.
Medaglia d’argento ad una non meglio precisata società britannica che, per testare le funzionalità di un paracadute, lo ha lanciato da un aereo assieme ad una telecamera. Il paracadute, ma forse questo era quasi scontato, ha fallito il test: il fragile oggetto si è frantumato al suolo andando in mille pezzi.
La medaglia d’oro spetta però ad un fotografo tailandese che, all’interno del proprio disco rigido, ha trovato un formicaio. Come quelle formiche potessero vivere serenamente su quell’hard disk nessuno sembra averlo capito. Di fatto, il proprietario del dispositivo, ha pensato di sbarazzarsi degli scomodi inquilini rimuovendo il rivestimento dell’apparecchio per poi spruzzare un potente insetticida sui piatti. Le formiche non se ne sono andate mentre i dati contenuti sul disco sì.
- Redazione
- 4 Gennaio 2008








