Il capo nazionale dei vigili del fuoco è morto mentre stava riferendo delle carenze degli stabilimenti della Thyssenkrupp

Nell’immane tragedia dello stabilimento torinese della Thyssenkrupp, si è innestato un ulteriore lutto ed un allarme che potrebbe riguardare anche Terni.
Il comandante generale dei vigili del fuoco è stato stroncato da un attacco di cuore o forse da un aneurisma mentre testimoniava in procura a Torino.
L’ingegner Giorgio Mazzini, 67 anni, entrato nel corpo 40 anni fa, era diventato comandante generale il 1 gennaio 2006. Era sposato, aveva due figli e tra due mesi sarebbe andato in pensione .
Mazzini, capo del corpo dei pompieri e vice capo del dipartimento del soccorso pubblico e della difesa civile, stava rispondendo alle domande di due ispettori della polizia giudiziaria nell’inchiesta sul rogo della Thyssenkrupp: all’improvviso si è accasciato sulla sedia, lasciando una frase a metà.
Mazzini stava spiegando agli inquirenti le modalità di lavoro dei vigili del fuoco e tutti i passi che la Thyssenkrupp avrebbe dovuto compiere per mettere in regola i suoi stabilimenti.
Le indagini, infatti, avevano appurato che nè a Torino (dove il 6 dicembre si sviluppò il rogo costato la vita a sette operai) nè a Terni l’azienda aveva ottenuto il certificato prevenzione incendi.

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