Costruita in Gran Bretagna una lente spessa meno di 100 nanometri che non disperde o riflette la luce

Forse è il fatto che gli scienziati incominciano a perdere quella presunzione alimentata da un bel pò d’anni di successi e si rendono conto che il “creato” è molto più avanti nella utilizzazione di conoscenze che adesso, di fronte alla crisi generalizzata della crescita vivibile del mondo, volgono l’attenzione al mondo naturale.
Da questa novella capacità di osservazione vengono fuori tante sorprese e stimoli per soluzioni dei problemi umani. L’ultimo esempio è che gli occhi delle falene sono ‘specializzati’ nell’ottimizzare l’uso della luce, e potrebbero essere presi ad esempio per realizzare migliori pannelli solari.
Il Centro per l’Ingegneria dell’università britannica di Cardiff ha realizzato una lente basata proprio sul sistema utilizzato dagli insetti per vedere al buio. Alcune specie di falena hanno sulla superficie dei loro occhi una struttura nanoscopica (cioè dell’ordine dei milionesimi di millimetro, più piccola della lunghezza d’onda della luce solare per evitare dispersioni) che impedisce alla luce di essere riflessa e disperdersi.
I ricercatori gallesi sono riusciti a creare su una lente una struttura simile, alta meno di 100 nanometri
, grazie ai ripetuti passaggi di un laser. 
Il risultato ha numerose applicazioni nel campo dei pannelli solari, dove la dispersione della luce è il problema principale.
Il progetto, chiamato MicroBridge, è stato finanziato dal ministero dell’Industria gallese con 7,8 milioni di sterline, pari a quasi undici milioni di euro.

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