Nelle etichette della passata di pomodoro in vendita dal 2008 deve essere ora indicato obbligatoriamente anche il luogo di coltivazione del pomodoro e non solo quello di confezionamento.
Scaduto il termine per consentire lo smaltimento delle vecchie confezioni con il nuovo anno non è più possibile spacciare nella passata il falso Made in Italy.
Di passata straniera in giro ce ne dovrebbe essere molta se si considera che nel 2007 sono stati oltre 160 milioni i chili di concentrato sbarcati, ufficialmente, dalla sola Cina nei porti italiani in fusti di oltre 200 chili di peso.
Ora nelle etichette della passata di pomodoro deve essere indicata la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato indicando la Regione e lo Stato.
A questo proposito la Coldiretti ha attivato una propria task force sul territorio nazionale per segnalare eventuali inadempienze nel rispetto della normativa prevista dal Decreto del 17 febbraio del Ministero delle Politiche Agricole pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 57 del 9/3/2006. .
Pur senza eccedere in sciovinismo, addebitando tutto il male alle importazioni dall’estero, c’è da dire che negli ultimi tempi la qualità della passata di pomodoro sembra essere scaduta di molto e in tanti, ovviamente avendone la possibilità, sono tornati ai metodi antichi facendosi le “bottiglie” di pomodoro in casa.
- Redazione
- 10 Gennaio 2008











