Di effetto serra si muore… e neppure si nasce. ll riscaldamento globale sta già facendo 150 mila morti l’anno, in termini di aumento della diffusione dei virus tropicali, dei disastri naturali e delle malattie respiratorie legate all’ inquinamento, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma ora per la prima volta un ricercatore americano è riuscito ad isolare e a definire di quante morti è responsabile la sola anidride carbonica: questo gas uccide direttamente 20 mila persone l’anno in tutto il mondo per ogni grado in più di temperatura che provoca.
Il ricercatore ha utilizzato un modello matematico che sta studiando da 18 anni, che è considerato il più complesso mai sviluppato e che incorpora tutti i processi che avvengono in atmosfera all’aumentare dei gas serra, per verificare l’andamento della quantità di ozono e particolato nell’atmosfera.
Il risultato è stato che per ogni grado in più di temperatura atmosferica dovuto all’aumento di CO2 solo questi due fattori causano mille morti ogni anno negli Usa e circa 20 mila nel mondo.
L’ozono è un gas altamente corrosivo; corrode persino le statue, la gomma e, di conseguenza, i polmoni.
Allo stesso modo il particolato è responsabile di asma e problemi cardiovascolari.
Il problema è particolarmente grave nelle aree urbane, dove l’inquinamento non riesce a disperdersi.
Oltre ai morti per inquinamento ci sono anche i non nati per lo stesso motivo e questa volta la donna non c’entra nulla.
E’ infatti l’infertilità maschile quella che è in aumento e tra i responsabili dell’indebolimento degli spermatozoi c’é l’inquinamento ambientale.
È recente la scoperta che l’inquinamento è un fattore determinante per l’infertilità maschile.
Negli ultimi trent’anni nelle grandi città si è registrato un progressivo calo di fertilità: si è osservata una diminuzione significativa del numero medio di spermatozoi (da 60 milioni nel 1977 a 45 milioni nel 1993 tra i donatori di seme in Danimarca), della loro motilità (con una riduzione annua dell’1% dal 1973 al 1992 a Parigi) e anche della regolarità della loro forma (ogni anno -0,5% dal 1973 al 1992 a Parigi).
Questi dati gettano una luce inquietante sul progressivo aumento di richieste agli ambulatori di andrologia. Le sostanze più lesive alla formazione degli spermatozoi sono il Pm10, il biossido di azoto, il biossido di zolfo e il piombo, che si sprigionano dai motori delle automobili, dal riscaldamento delle abitazioni, dalle lavorazioni industriali.
Il danno sulla spermatogenesi avviene sia per azione tossica delle sostanze assorbite, sia per la possibile interferenza sui meccanismi ormonali.






