Partito democratico, Sdi e Repubblicani europei attaccano l'Amministrazione Ruggiano sulla riorganizzazione che ha coinvolto i dipendenti dell'ente, alcuni dei quali stabilizzati ed altri no

A Todi l’opposizione torna ad attaccare a testa bassa il sindaco Ruggiano e la Giunta comunale per aver proceduto, “d’intesa con il Direttore generale neo-nominato, ad una serie di atti e deliberazioni riguardanti il personale dell’ente”.
Oggetto dell’intervento, sottoscritto dai consiglieri comunali del Partito democratico, dei Socialisti e dei Repubblicani europei (manca a differenza della precedente presa di posizione unitaria sulla questione del contratto di quartiere di Ponterio la firma di Rifondazione), sono alcuni concorsi riservati per la stabilizzazione di sei lavoratori a tempo determinato in lavoratori a tempo indeterminato. Scelta sulla quale nel merito il centrosinistra si dice d’accordo, “in quanto si è data esecuzione alla delibera della Giunta Marini del febbraio 2007, utilizzando la copertura finanziaria del bilancio 2007”, ma che viene contestata per altre ragioni di metodo.
“Ciò che ci sfugge e ci sembra frutto di una scelta politicizzata e gravissima sul piano dell’imparzialità della pubblica amministrazione – è scritto in un comunicato stampa – è perché siano stati esclusi altri tre lavoratori precari: siamo curiosi di conoscere le argomentazioni tecniche addotte per l’esclusione dal rinnovo di questi tre lavoratori alla base della delibera di Giunta del 31 dicembre 2007. Nemmeno i tre lavoratori, a quanto ci consta, hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte dei responsabili tecnici e politici dell’ente e le motivazioni addotte per non procedere al rinnovo del loro contratto”.
La vicenda, che coinvolge più settori e servizi della macchina comunale, si rivela dunque l’ennesimo terreno di scontro fra i due schieramenti. “Se si vuole procedere allo spoyl system lo si faccia – sottolineano i consiglieri firmatari – ma utilizzando “equità” ed “imparzialità”: qui siamo semplicemente alla logica delle epurazioni, senza un piano di riorganizzazione dei servizi né una valutazione di merito. Per non dire dello stupore nello scoprire che un dipendente stabilizzato è stato al contempo “degradato” nelle responsabilità”.
Al centrosinistra non è piaciuta neppure la mancanza di partecipazione: “Il sindaco e la Giunta hanno ritenuto di non dover informare nessuno: non il Consiglio, né le organizzazioni sindacali, né gli stessi lavoratori che alle 14 del 31 dicembre hanno saputo che il 2 gennaio non si sarebbero più dovuti presentare al posto di lavoro”.
Il comunicato di Pd, Sdi e Mre si chiude chiedendosi “quale sarà il costo di queste operazioni e di quelle che verranno: su questo attendiamo la conclusioni delle epurazioni – è il commento finale – per assumere ulteriori iniziative”.

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