Se 25 milioni di dollari per una idea vi sembrano sufficienti, dovrete proseguire nella lettura del presente articolo che dà conto di come, anche in Italia, ci sia chi continua o comincia a “sognare”, anche se poi il premio potrebbe venire dall’America e da Al Gore ( premio Nobel 2007) in persona.
Purtroppo, come è solito, lo sviluppo della situazione vedrà quasi sicuramente l’industria e la finanza italiana disinteressarsi della questione, preferendo puntare sulla lotteria basata sulla corsa ”truccata” delle Borse o sul tranquillo acquisto, a spese dei consumatori, di brevetti sviluppati all’estero seppur su intuizioni italiane.
Ma dato che non si vive di solo pane, già il solo fatto che una idea italiana figuri sulle dieci selezionate, come le migliori tra quelle capaci di dimostrare la possibilità di una tecnologia capace di rimuovere le emissioni di gas ad effetto serra (CO2) per almeno un miliardo di tonnellate di CO2 per anno e per almeno 10 anni (http://www.virginearth.com ) potrebbe essere sufficiente a risollevare l’animo degli italiani e ridare una speranza di un buon futuro, se non per l’attuale generazione, almeno per la prossima e soprattutto a quanti, forse anche perché resi più ottimisti ed allegri da un caldo sole mediterraneo guardano un po’ più lontano del proprio naso di quanto possano e vogliano fare le menti soffocate dalla nebbia dell’inquinamento fisico e mentale.
La riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, per ridurre il riscaldamento globale del pianeta, è un problema molto complesso per cui sono state proposte varie soluzioni.
Nel febbraio 2007, Sir Richard Branson (Virgin Group) ed Al Gore (Premio Nobel 2007) hanno annunciato il premio globale di scienza e tecnologia “Virgin Earth Challenge” di 25 milioni di dollari a chi fosse in grado di trovare una possibilità per rimuovere la Co2 dalla nostra atmosfera.
Per stimolare ulteriormente la ricerca in questo settore, il blog “The 25 Million Dollar Idea” (http://the25milliondollaridea.blogspot.com) ha selezionato 10 soluzioni tra quelle proposte dai vari lettori nel mondo.
Tra queste vi è anche la ricerca in atto presso l’Università di Messina (prof. G. Centi ed S. Perathoner, Dipartimento di Chimica Industriale ed Ingegneria dei Materiali) sull’uso di nuovi foto-elettro catalizzatori a base di nano tubi di titanio e carbone per la conversione della CO2 ad idrocarburi ed alcoli (Contender 6: Use Catalysts and Nanotubes to turn CO2 back into HydroCarbon fuel).
Utilizzando un dispositivo fotoelettrocatalitico è stato dimostrato che è possibile utilizzare la luce solare per convertire nuovamente a combustibili liquidi facilmente trasportabili la CO2, permettendo quindi sia di ridurre le emissioni di questo principale responsabile del riscaldamento globale della terra, che di produrre artificialmente combustibili in sostituzione del petrolio.
Sebbene sia necessario ancora uno studio intenso per poter passare dalla dimostrazione del concetto all’applicazione reale, la ricerca pone l’Università di Messina tra i centri mondiali all’avanguardia nel settore.
Nella presentazione dell’ idea concorrente al premio viene affermato che: “The conversion of CO2 to fuel is not a dream, but an effective possibility which requires further research”, cioè “la conversione della Co2 in carburante non è un sogno ma una effettiva possibilità che richiede ulteriori ricerche” che, purtroppo troverà ostacoli dall’ignavia italiana ma anche da consolidati interessi degli attuali produttori di carburanti (e non ci riferiamo solo a quelli di derivazione petrolifera).
Ma il progetto ha dalla sua la mitologia greca: Scilla e Cariddi erano due mostri marini che abitavano due caverne ai lati dello stretto di Messina, rispettivamente verso la Calabria e verso la Sicilia, ed inghiottivano i naviganti.
Chissà che stavolta non sia la Co2 ad essere inghiottita, nonostante tutti gli sforzi contrari, anche se ciò comporterà di divorare anche chi “naviga” a cavallo della anidride carbonica?











