Nove persone, tra cui sindaco ed presidente dell'ASM sotto inchiesta per tredici reati ambientali connessi al funzionamento dell'impianto

Il “Vesuvio” s’è trasferito, per una bella eruzione, a Terni e rischia di portarsi dietro anche una bella montagna di rifiuti.
Per tredici presunti reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore municipale
, il sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, il consiglio di amministrazione dell’Asm ed alcuni tecnici, in tutto nove persone, sono sotto le attenzioni del pubblico ministero Elisabetta Massini.
Oltre alle informazioni di garanzia, l’inceneritore è stato posto sotto sequestro insieme alla “stazione di trasferenza” ed agli impianti connessi.
Di fatto si paralizza il sistema di trattamento e di smaltimento dei rifiuti della città di Terni e dei comuni del circondario
.
Il sindaco ha deciso di convocare urgentemente la giunta comunale per un esame della situazione ed ha dato immediata comunicazione, della situazione, al prefetto, Sabatino Marchione, per una comune valutazione degli effetti in materia di sicurezza e qualità urbana che il provvedimento potrebbe avere sulla città.

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