La “coppia” Giorgi-Serafini, consiglieri comunali seduti su banchi politici opposti ma uniti nella battaglia contro le cartelle ICI sui terreni edificabili inviate dal Comune di Todi, torna a far sentire la sua voce, confermando il proprio impegno “affinché sia fatta chiarezza sull’intera questione, sia per quanto riguarda la richiesta di retroattività, sia in merito al conteggio che non tiene conto dei valori reali del terreno negli anni per i quali è richiesta la tassa”.
Giorgi e Serafini annunciano che in settimana si svolgerà un’assemblea pubblica alla quale il comitato inviterà l’Amministrazione comunale e garantirà la presenza di qualificati esperti in materia tecnica, legale e amministrativa per affrontate tutte le sfaccettature che caratterizzano la delicata vicenda.
“Nel frattempo è scritto in un comunicato stampa a firma dei due consiglieri – è opportuno che i cittadini paghino l’imposta alla scadenza indicata, ma prima è consigliabile che ognuno faccia ricalcolare l’importo che si dovrebbe versare, visto che sono molti i cittadini che hanno riscontrato calcoli errati”.
Il comitato anti-Ici, che sta predisponendo la modulistica per fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, chiede all’Amministrazione Ruggiano di “evadere prima possibile le pratiche da tempo giacenti presso gli uffici competenti di quei cittadini che hanno presentato la rinuncia all’edificabilità e prevedere per gli stessi anche il rimborso dell’ICI già versata dal settembre 2005 in poi“.
Giorgi e Serafini dettano poi altre condizioni: “che per il periodo che va dal gennaio 2003 all’agosto 2005 non vengano inviate le cartelle esattoriali in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla legittimità dei Decreti legge 203 del 2005 (Berlusconi) e 223 del 2006 (Bersani). In caso di mancata o ritardata pronuncia da parte della Suprema Corte – scrivono – chiediamo che gli importi relativi agli anni suddetti vengano calcolati sulla base di un valore minimo di riferimento uguale per tutti i terreni e che determini un valore venale di poco superiore a quello attribuibile a un terreno agricolo, non essendoci stata la possibilità edificatoria”.
In chiusura, i rappresentanti del comitato sollecitno l’Amministrazione Ruggiano ad attivarsi “affinché vengano riconsiderati i valori minimi di riferimento, per l’imposta da corrispondere dal 2008 in poi, allineandoli a quelli adottati dagli altri comuni della regione, con caratteristiche simili a Todi, come ad esempio Assisi”.






