Una società americana inizierà entro quest'anno la produzione di etanolo dai rifiuti che si prevede meno costoso e meno inquinante di quella dai cereali

Entro qualche anno i tanto rimbalzati rifiuti campani, ed ora quelli ternani, potrebbero andare a ruba.
Oltreoceano la Coskata, per conto di GM, ha pensato da tempo a come trasformare i rifiuti in carburanti e sta investendo su questa tecnologia tanto da ambire ad una produzione di quasi 400 milioni di litri di etanolo a partire il 2011.
Ricavare etanolo dai rifiuti (scarti di pneumatici e legno, gomma…) costerebbe meno, la metà, che ottenerlo dai cereali ed il metodo Coskata richiede meno di un litro di acqua per produrne uno di etonolo, contro i 3-4 litri necessari per ottenerlo dai cereali.
Sul prezzo alla pompa si potrebbe avere un risparmio di 0.77 euro al litro rispetto sia all’etanolo da cereali che ai carburanti derivati dal petrolio. Per di più il carburante da rifiuti è anche di qualità superiore, perché ha meno emissioni dannose. Anche sul versante produttivo il processo è più efficiente e tecnicamente semplice di quello con l’utilizzo di cereali.
Entro quest’anno dovrebbe partire il primo impianto pilota.

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