Avviata la discussione sulla nuova legge elettorale dell'Umbria: il Prc contrario ad un'assemblea regionale più ampia; chiesto anche il superamento del "listino" e il ritorno alla preferenza multipla

L’avvio a Palazzo Cesaroni della discussione in commissione sulla nuova legge elettorale per l’Umbria ha dato modo al PRC di dichiarare il proprio appoggio alla proposta “personale” della Lorenzetti di provare a ridurre “la casta”. O, quanto meno, ad evitare che si espanda e provochi una “esplosione” popolare e soprattutto giovanile, per la quale la temperatura raggiunta è probabilmente molto più alta di quanto si pensi nei “palazzi”.
I consiglieri regionali in Umbria restino 30, e quindi si modifichi la norma dello statuto che  prevede di aumentarli a 36: questa la posizione di Rifondazione comunista che ritiene che la forma di governo presidenziale, così come è oggi, con lo spostamento sul ‘governatore’ di ruoli e funzioni, non giustifichi un’assemblea consiliare più ampia“.
Il Prc umbro – è detto in un suo comunicato – ritiene che il meccanismo elettorale regionale debba “prevedere una rappresentanza definita da due circoscrizioni elettorali provinciali, su base proporzionale agli elettori di Perugia e di Terni, con resto su base provinciale”.
Per Rifondazione va poi superato il meccanismo del listino, “proponendo – viene spiegato – un sistema che tenga conto anche di una quota di consiglieri su base regionale e non soltanto provinciale, che permetta cioè la presenza in Consiglio di una classe dirigente umbra nel suo insieme”.
Chiesto infine anche “il ritorno alla preferenza multipla per dare possibilità di scelta agli elettori”, senza alcuna soglia di sbarramento per l’ingresso in onsiglio.

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