E’ vero (mi riferisco all’intervento dei due esponenti di Legambiente ospitato nella sezione lettere): la situazione in Umbria è molto diversa da quella della Campania.
E’ vero anche che decisioni importanti non possono essere prese sull’onda emotiva data dalla vicenda rifiuti della Campania o da quelle Ternane (su cui invito ad essere cauti e a non strumentalizzare sfruttando in questo caso sì, l’onda emotiva di cui sopra).
E’ vero che preliminare ad ogni scelta sull’impiantistica per lo smaltimento rifiuti deve essere il puntare, da parte di tutti sulla raccolta differenziata, la più spinta possibile. E’ vero che su questo ci sono stati troppi ritardi e si è proceduto troppo a macchia di leopardo.
Sono vere però anche altre cose. E’ vero che una seria politica di riduzione dei rifiuti potrebbe venire solo da una diversa normativa nazionale e comunitaria di limitazione degli imballaggi.
E’ vero per esempio che l’Umbria pur compiendo uno sforzo straordinario potrà arrivare al 70% di Raccolta Differenziata non prima di un quindicennio almeno, a prezzo di investimenti notevolissimi (che andranno fatti!).
E’ vero che un conto è gestire il servizio (compreso quello di una raccolta domiciliare spintissima) in un territorio come quello francese o tedesco, altro è farlo in un Comune come quello, che cito solo ad esempio, di Marsciano (o anche Todi) dove metà popolazione vive in un capoluogo e l’altra metà in oltre 20 tra frazioni, paesi, borghi e case sparse in un territorio di oltre 170 Kmq.
E’ vero quindi che noi dobbiamo impostare la politica dei rifiuti in Umbria ponendoci il problema, senza nessuna ipocrisia, di come smaltire il residuo attuale e futuro (pur con i decrementi che ci dovranno essere) di rifiuto non separato oggi e non separabile domani. Quindi il nuovo Piano Regionale dovrà certo prevedere tutte le politiche per la Raccolta Differenziata (comprese sanzioni pesanti per chi non la fa e premialità per i virtuosi), ma contestualmente anche la dotazione di almeno un nuovo e moderno impianto di trattamento finale (naturalmente basato sulla migliore tecnologia disponibile e tarato sui nostri fabbisogni reali), volto a chiudere il ciclo in sostituzione di discariche che dovranno andare in esaurimento.
E non si può dire, come spesso capita di sentir dire, “intanto aumentiamo la raccolta differenziata e poi vedremo…”. Perché non è così che ragiona un paese moderno. Non essere in emergenza non può voler dire non porsi l’obiettivo di una programmazione di lungo respiro.
Chi parla si occupa di rifiuti e raccolta differenziata quotidianamente in un Comune che ha superato il 40% e sta attuando un progetto di ulteriore domiciliarizzazione che ci spingerà verso il 60% di rifiuti separati entro il biennio futuro.
Sa quanto è “semplice” passare dal 7% al 35% in 4 anni e quanto è faticoso poi ogni anno incrementare di pochi punti, cercando di mantenere un livello di tassazione congruo. Sa che gli “scatti” come quello che stiamo compiendo costano e che occorre riorganizzare un intero modello per teneri i costi in equilibrio.
Sa che non c’è solo un problema di quantità ma anche di qualità del materiale separato, che se “sporco” viene respinto dalle piatteforme di riciclo. Sa e misura quanto i rifiuti (a causa di come ci vengono offerti i prodotti che acquistiamo) tendano comunque ad aumentare.
Conosce bene la struttura reale dei costi del servizio rifiuti e igiene urbana nel suo complesso. Ed ha dovuto confrontarsi con una realtà che, come spesso accade, è un po’ più “complicata” di come egli stesso immaginava ed al venir meno di convinzioni che ancora oggi sento diffondere come verità un po’ troppo assolute.
E’ vero, tutti dobbiamo uscire dai nostri “luoghi”: chi per discutere coi cittadini (venerdì sera saremo al quartiere Tripoli di Marsciano a presentare il nuovo servizio, invito Legambiente a venire) e magari anche chi, mentre richiama tutti alle proprie responsabilità, potrebbe fare qualche esperienza sul campo e conoscere la materia un po’ più da vicino e un po’ più concretamente.
- Intervento di Alfio Todini - assessore all'ambiente del Comune di Marsciano
- 16 Gennaio 2008











