Il coordinatore dell'Ufficio del Piano regolatore respinge le critiche che hanno preso le mosse dall'invio delle cartelle ICI e rivendica il valore per la città di uno strumento urbanistico valutato tra i migliori della provincia
todi

La recente trasmissione delle cartelle ICI per il pagamento retroattivo sulle aree designate come edificabili nel PRG parte strutturale adottato nel 2002, ha generato una serie di polemiche che mi costringono, mio malgrado ad intervenire per chiarire alcune questioni legate al PRG di Todi, alle scelte di fondo elaborate, ai progetti attivati, alla sua gestione ed attuazione.

Prima di entrare nell’argomento vorrei premettere che ritengo sbagliata la legge che impone il pagamento dell’ICI sui PRG adottati, in quanto quella imposta andrebbe applicata soltanto quando vi è la reale possibilità di edificare. L’Istituto Nazionale di Urbanistica, di cui faccio parte, da tempo sta conducendo a riguardo una battaglia, che in realtà non ha sortito esiti positivi.
Al di là dei giudizi di merito, i pubblici funzionari hanno il dovere di applicare le norme dello Stato ed il responsabile del servizio tributi ha correttamente applicato la normativa, ancorché la stessa possa essere ritenuta dai più sbagliata o vessatoria.

Il fatto singolare è che le comprensibili rimostranze per una norma legata alla tassazione, si siano convertite in critiche scomposte al nuovo PRG di Todi, che pure ha avuto ampi consensi sia a livello locale, che a livello provinciale e regionale.
Nell’eterno presente in cui viviamo ci scordiamo troppo facilmente di ciò che è accaduto in passato, anche in quello più prossimo. Ci si scorda ad esempio che il PRG parte strutturale (quindi quello “incriminato”) nel 2002 venne adottato dal Consiglio Comunale di Todi, caso più unico che raro, alla unanimità e con una sola astensione. Se la rappresentanza in democrazia ha ancora un senso vuol dire che quel piano venne giudicato molto positivamente dalla Comunità locale.
La stampa locale, compreso “TamTam”, furono prodighi di apprezzamenti per il lavoro svolto. Se qualcuno ha la pazienza di consultare gli uffici provinciali addetti alla pianificazione urbanistica, scoprirà che il PRG di Todi, insieme a quello di Umbertide, è ritenuto il miglior piano approvato dalla Provincia dopo la riforma della legge regionale 31 del 1997.

La critica più ricorrente degli ultimi giorni è quella di un PRG che ha elargito aree edificabili a destra e a manca, in barba alla tutela del territorio al solo fine di fare cassa con gli introiti ICI. Nulla di più falso.
Il nuovo Piano di Todi rientra nei restrittivi parametri previsti dal Piano di Coordinamento Provinciale per quanto concerne incremento di aree edificabili e consumo di suolo.
Le aree edificabili sono state individuate con criteri razionali, completando ambiti edificati esistenti e con una forte attenzione alle tematiche paesaggistiche, escludendo, evidentemente, dalla edificazione tutte le aree ritenute a rischio frana o inondazione (unica eccezione l’abitato di Ponte Rio interessato dal Contratto di Quartiere e dalla realizzazione di un argine).
Vorrei ricordare che nel nuovo piano sono state “tagliate” numerose aree di espansione previste nel vecchio strumento urbanistico ritenute dannose per il contesto paesaggistico e sono stati fortemente ridotti gli indici di edificabilità previsti. Numerose richieste di nuova edificabilità sono state respinte.
Tutto perfetto? Certamente no. Nel PRG possono esserci delle previsioni sbagliate e, nonostante i numerosi sopralluoghi svolti, delle aree edificabili in zone inadeguate.
Occorre tuttavia ricordare che il PRG è stato pubblicato, dandone ampia diffusione con manifesti ed inserzioni sulla stampa locale, per ben due volte (una volta il piano strutturale ed una altra volta la parte operativa) e che in quella sede i cittadini avrebbero potuto fare osservazione per correggere gli errori commessi o le scelte ritenute sbagliate.
Resta il fatto che il PRG non deve essere visto come uno strumento immodificabile, ma come un “laboratorio” che può essere variato allorquando l’applicazione pratica rilevi delle reali carenze.

Non sono evidentemente la persona più adatta a giudicare il PRG di Todi visto che ne sono, insieme al prof. Nigro, l’orgoglioso firmatario, ma alla prova dei fatti mi sento di dire che quello di Todi è un buon piano, che ha sortito e sta dando risultati importanti anche grazie all’azione dell’Ufficio del Piano, costituito da quattro giovani professionisti di Todi molto motivati. Vediamo su cosa si basa questa impegnativa affermazione.

La costituzione di un ufficio di Piano ed un metodo di lavoro basato sul concetto del “pianificar facendo” (mentre si elabora il PRG si colgono le occasioni di finanziamento, realizzando progetti e partecipando a bandi) hanno consentito di raggiungere alcuni risultati in materia di riqualificazione urbana, valorizzazione del paesaggio, dotazione di aree verdi, miglioramento della accessibilità al centro storico, anche durante la redazione del PRG.
Nei cinque anni di lavoro per la redazione ed approvazione del PRG (prego verificare i tempi di altri comuni) l’Ufficio del Piano ha partecipato a numerosi bandi ottenendo consistenti finanziamenti con un modesto impegno di risorse comunali. I principali progetti tutti in corso di attuazione sono i seguenti:
Programma urbano complesso per il recupero del borgo di Pantalla (importo complessivo del programma Euro 2.860.000; investimento del Comune Euro 144.300)
Programma Urbano complesso di Porta Romana (importo complessivo Euro 2.700.000; investimento del comune Euro 100.000)
Contratto di quartiere di Ponte Rio (importo complessivo Euro 28.000.000; investimento del comune Euro 1.600.000);
Progetto dei circuiti del paesaggio (importo complessivo Euro 506.000; investimento del comune Euro 220.000);
Realizzazione del parco “25 aprile” di Porta orvietana. Finanziamento Parco Tevere Euro 155.000.

Mi sembrano risultati di tutto rispetto, che hanno portato effetti visibili di recupero e riqualificazione di pezzi di città.

La stessa gestione del Piano dal settembre 2005 ad oggi ha dato risultati importanti, e francamente insperati in termini di ricadute pubbliche.
Nel 2007 il tanto criticato ufficio urbanistica ha incassato 1.100.000 Euro di oneri concessori, ben 350.000 Euro in più rispetto alle previsioni di bilancio.
Dal 2005 ad oggi sono state approvate 10 lottizzazioni in cui sono state ottenute notevoli quantità di aree per fare opere pubbliche; una migliore progettazione e dotazione dei servizi pubblici (centri ricreativi, spazi giochi per bambini); in un caso, forme di convenzionamento con i privati per cui una consistente quantità degli alloggi previsti saranno messi in vendita a prezzi contenuti (1.500 Euro al mq).
Grazie al metodo della perequazione il Comune ha acquisito una quantità di aree pubbliche con notevole risparmio per le casse della amministrazione. Alcuni esempi.
Tutte le aree per la realizzazione delle opere pubbliche del contratto di quartiere, ivi compreso un parco di oltre 3 ettari, sono state gratuitamente acquisite dal Comune. Le aree per il parcheggio a servizio del nuovo cimitero urbano di prossima realizzazione, con lo stesso metodo, sono stata gratuitamente acquisite. Lo stesso dicasi per tutte le opere infrastrutturali realizzate nella nuova zona industriale di Ponte Rio.
Alla prova dei fatti con il nuovo PRG sta migliorando la qualità delle progettazioni perché è stato richiesto un alto livello di attenzione all’inserimento paesaggistico degli interventi; gli spazi pubblici delle lottizzazioni, se realizzati secondo i progetti approvati, saranno ampi ed adeguatamente attrezzati; il Comune avrà una consistente riserva di aree pubbliche per fare opere, alloggi di edilizia pubblica e dotare la città di adeguati servizi; attraverso forme di incentivo si possono attivare forme di convenzionamento con i privati per abbassare i prezzi del mercato immobiliare.

Ci sarebbe ancora molto da dire, ma non è possibile raccontare in poche righe i contenuti di un Piano Regolatore come quello di Todi, che per quanto mi riguarda è stata una esperienza straordinariamente formativa.
Mi piace concludere questo breve scritto con le dichiarazioni che il prof. Nigro, uno dei più importanti urbanisti italiani che nella sua lunga carriera ha collaborato con decine di Amministrazioni pubbliche e realizzato Piani regolatori in tutta Italia, fece di fronte al Consiglio comunale nella seduta di approvazione del PRG nel 2005: “La testimonianza che voglio dare è che l’esperienza di Todi è stata una esperienza pilota su diversi fronti: per i suoi contenuti, per il modo in cui è stata svolta, per il livello di partecipazione che c’è stato, per la tecnica di realizzazione del Piano. (…) Un aspetto non secondario del successo della iniziativa sta nel fatto che Todi ha fatto un’esperienza attraverso un ufficio di Piano e dove c’è un ufficio di Piano cresce la qualità della gestione della città, cresce la qualità del rapporto tra politica, tecnica e cittadini, cresce proprio la qualità civile, perché c’è continuità di attenzione, di applicazione, di approfondimento, si parla delle cose, ci si scambia delle idee, ci si guarda negli occhi, ci si ascolta (..) Quindi a me non resta che salutarvi, ringraziandovi veramente di cuore per questa esperienza che sia sul piano tecnico che sul piano umano è stata certamente una delle più belle che io ho fatto nella mia esperienza professionale”.

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