Bisogna fare attenzione a non prodigarsi oltre i propri limiti, nel dare consigli ai cittadini soprattutto se le materie sono complesse e toccano “le tasche” in misura importante.
In fatto di consigli l’Amministrazione comunale di Todi ha già diffuso, attraverso la stampa e gli uffici, un vademecum con alcune memorie che comprendono anche indicazioni nel comportamento da tenere e, credo, che le stesse siano inequivocabili oltreché imparziali ed assolutamente al di sopra delle parti e di ogni singola convenienza.
In tal senso non si può consigliare ai cittadini, come leggo nell’intervento del “comitato anti-ici”, di pagare nei termini ricalcolando le somme e poi proporre di presentare ricorso. Assisteremmo ad un metodo contraddittorio, lesivo ed assolutamente al di fuori da ogni regola; non saprei nemmeno come definirlo, nel senso che esiste l’acquiescenza, l’accertamento con adesione, il ricorso alla commissione provinciale, ma ognuno con termini e modalità diversi. Semplificare è giusto, fare confusione no.
Esiste il problema urbanistico da risolvere? L’abbiamo detto per primi che cercheremo di dare (per la prima volta nella storia dell’Amministrazione) una risposta univoca unendo competenze degli uffici tributi ed urbanistica in un unico servizio informativo.
Il fatto poi che l’Amministrazione Ruggiano debba prevedere il rimborso Ici a chi ha perso l’edificabilità, anche qui il suggerimento è impreciso e giunge in ritardo; da tempo l’Amministrazione ha reso noto la volontà di predisporre il regolamento comunale, dal momento che non esiste alcuna adozione da parte del nostro comune né esistono disposizioni di legge, ma non è certo un potere dispositivo della Giunta perché, seppure predisposto dalla stessa, dovrà essere deliberato in Consiglio Comunale.
In merito alla presunta incostituzionalità possono stare sicuri che il Comune rispetterà una sentenza della Corte Costituzionale, ma solo quando questa arriverà; nel frattempo non esistono presupposti di legge per sospendere deliberatamente una attività di imposizione e di accertamento e, quindi, anche su questo non si devono generare false aspettative ai cittadini.
Nessuno potrà negare che, di fronte ad una attività “ingrata” come quella di chiedere imposte alla gente, questa Amministrazione non abbia impostato da subito una condotta improntata all’equità, alla trasparenza, al rispetto del diritto ed alla qualità del servizio offerto al cittadino-utente; ogni critica e suggerimento in tal senso sono ben accetti.
Vorrei ricordare inoltre che le cartelle Ici, seppure provengano da una attività autonoma dell’ufficio che, seppure trattasi di operazione impopolare, comunque non intendo disconoscere, nascono da due presupposti che il comitato non può ignorare; un piano regolatore parte strutturale che un Consiglio comunale ha approvato nel 2002 ed un bilancio altrettanto approvato sia in prima stesura (giunta Marini) che nei riequilibri di settembre e novembre (giunta Ruggiano).
Ho letto inoltre l’intervento del Coordinamento per la Costituente socialista di Todi che propone anche esso ricette; in tema di revisione credo che già abbondantemente il sindaco abbia fatto presente la volontà e dato indicazione di incidere nei prossimi anni per un ammorbidimento complessivo dell’Ici; per le aree che abbiano perso l’edificabilità è stato già annunciato un regolamento in corso di predisposizione; per quanto riguarda l’affermazione “non richiedere la corresponsione di arretrati per gli anni precedenti qualora consentito dalle norme, visto che risulta che non tutti i Comuni stanno procedendo in tal senso” è appunto la dicitura “qualora consentito dalle norme” che non ci lascia liberi di scegliere, intendendo per norme non solo il decreto Bersani ma tutto il complesso normativo che regola l’attività amministrativa, aggiungo invece che nel valutare l’eventuale operato di altri Comuni che si siano o meno comportati allo stesso modo vanno presi in esame i soli Comuni con realtà assimilabili, o meglio che abbiano avuto allo stesso modo negli ultimi cinque anni una delibera comunale di adozione di piano regolatore e che oltretutto abbia influito sul territorio nella stessa maniera; dopo questa distinzione non mi sembra di vedere in giro tante Amministrazioni locali che si siano tirate indietro.
Personalmente ho lasciato il mio biglietto da visita a chiunque abbia chiesto chiarimenti, non certo per prevaricare gli uffici, unici qualificati ed insostituibili nel dare supporto, ma per venire semmai a conoscenza di patologie laddove lamentino disservizio o si assista a problematiche di particolare complessità.
Prendere le distanze, stigmatizzare, puntualizzare, dettare ricette e cavalcare il comprensibile, ma non legittimo, risentimento della gente non potrà essere l’atteggiamento corretto per affrontare e risolvere il problema.











