A tutt’oggi, secondo quanto comunicato dalla Usl 2 dell’Umbria, non ci sono dosi di vaccino anti meningococcico disponibili sia nei Centri di Salute, sia nelle farmacie.
Il Ministero della Salute e l’assessorato regionale alla sanità si sono attivati per ripristinare al più presto le scorte.
Sulla materia è intervenuto il Ministero che ha precisato: “A seguito di numerose richieste e segnalazioni di Regioni e ASL relative alla sempre più frequente richiesta di vaccino anti meningococcico e al possibile esaurimento delle dosi presso i Servizi Vaccinali delle ASL, gli ambulatori di medici e pediatri, le farmacie, si ritiene opportuno precisare che:
– la vaccinazione contro il meningococco C è opportuna solo per i nuovi nati e attualmente è offerta in modo gratuito in 12 Regioni. Il nuovo Piano nazionale vaccini, in via di definizione in queste settimane, prevede l’estensione gratuita anche nelle altre Regioni dove è comunque disponibile a pagamento o in regime di compartecipazione alla spesa;
– la vaccinazione di particolari gruppi di giovani e adulti è indicata solo in presenza di focolai epidemici, come quello che si è registrato in Veneto;
– negli ultimi anni il numero totale di casi di meningite batterica è in diminuzione, con un calo dell’11% registrato nel 2007 (800 casi circa) rispetto al 2006 (900 casi circa);
– al momento quindi, non ci sono le condizioni per raccomandare la vaccinazione antimeningococcica alla popolazione (giovani ed adulti) o a “particolari” categorie di persone;
– quantità sufficienti di vaccino vanno riservate per lo svolgimento della routinaria attività vaccinale;
in nessun Paese occidentale sono avviate campagne di vaccinazione di massa della popolazione giovane e adulta.
Peraltro la stessa Usl 2 ha fatto presente che:
“La disinfestazione ambientale non è richiesta perché il meningococco C non permane nell’ambiente; analogamente, non vi sono motivi tecnici per sostenere la chiusura di scuole, asili o altri ambienti comunitari ove abbia soggiornato una persona malata.
La profilassi antibiotica è efficace, ma va limitata ai contatti stretti del caso, che, oltre ai conviventi, includono chi ha dormito e mangiato spesso nella stessa casa del paziente nonché le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con le sue secrezioni orali, ad esempio attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti. Il trattamento è raccomandato anche per i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie durante l’intubazione endotracheale o la respirazione bocca a bocca.
Al contrario, la chemioprofilassi, non è raccomandata per i contatti a basso rischio: cioè chi non ha avuto diretto contatto con le secrezioni orali, o ha avuto un contatto esclusivamente con un contatto ad altro rischio, ma non con il caso indice (contatto indiretto)”.








