Una interrogazione in Consiglio regionale chiede che nel nuovo piano sanitario venga previsto uno studio epidemiologico accurato

La richiesta contenuta in una mozione del Consigliere regionale di Alleanza Nazionale Alfredo De Sio e che si vorrebbe inserita nel nuovo Piano sanitario regionale dell’Umbria, potrebbe, se accolta, aprire un’attenzione nuova allo studio delle connessioni tra patologie e situazione ambientali e con ciò dare tranquillità a quanti non se la sentono più di prendersi serenamente una “boccata d’aria”, in specie quando questa ha odori sospetti.
De Sio chiede, infatti, “una nuova indagine epidemiologica che delinei il quadro delle patologie e dei rischi connessi alla situazione ambientale in Umbria, anche alla luce di quanto emerge nei rapporti sanitari rispetto all’aumento di malattie tumorali specialmente nella città di Terni”.
L’esponente di An sollecita “rigore estremo” su questi argomenti e dice che occorre evitare di banalizzare un tema “estremamente delicato, ma che necessita di grande chiarezza e di un approccio scientifico corretto, anche da parte di quelle istituzioni chiamate a svolgere compiti di prevenzione in materia”.

E’ indubitabile – aggiunge De Sio – che se dovessimo valutare l’incidenza dell’inquinamento da
parte delle grandi industrie, la situazione non possa che essere migliore rispetto a quella di 30 o 40 anni fa, non fosse altro che per un aumento del tasso di efficienza di impianti non inquinanti.
“Tuttavia, l’aumento di talune patologie, soprattutto respiratorie – spiega – presenta la necessità di aprire una nuova fase di approfondimento con tecniche e modalità differenti dal passato: sulla qualità dell’aria, ad esempio, al fine di calcolare l’effetto di nuove forme di inquinamento che, dapprima sconosciute e non monitorate , richiedono invece oggi una nuova stagione di controlli e di tutele da mettere in atto“.
Una nuova fase, dicono altri, che deve saper prescindere dalla valutazione dei risultati su zone omogenee solo dal punto di vista amministrativo.
In altri termini, una volta individuate le patologie esse vanno mappate esattamente sul territorio, perché può ben accadere che quello che è in media su un comune non lo sia poi in una ristretta zona o per una ristretta categoria di suoi abitanti.

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