Il 2007, secondo il Corpo forestale, in Umbria è stato l’anno dei record con 160 roghi. Incendi boschivi in aumento, dunque, rispetto agli anni precedenti.
Tuttavia il sempre più largo impiego di mezzi aerei ha consentito di ridurre i danni mediamente causati dai “maniaci” del fuoco, che dividono coi distratti ed incauti la responsabilità che quasi mai non è attribuibile all’uomo.
Gli incendi hanno interessato una superficie di un milione 409,82 ettari di cui un milione 6,94 di bosco.
Rispetto alla media del quinquennio precedente si è verificato un aumento di circa il triplo in termini di superficie boscata andata in fumo. Per ritrovare dati peggiori occorre risalire al 1993 (166 incendi con mille 953 ettari di bosco bruciati).
Il quadro emerge dai dati che il Corpo ha fornito ai Comuni che devono realizzare il Catasto dei terreni percorsi fuoco al fine dell’imposizione del vincolo di inedificabilità.
Il Corpo forestale ha rilevato che l’andamento stagionale caratterizzato da condizioni climatiche particolarmente favorevoli agli incendi boschivi ha comunque determinato incrementi del fenomeno ben maggiori nelle altre regioni italiane.
I dati dell’Umbria, seppure definiti preoccupanti, restano di gran lunga migliori rispetto alle altre aree: in Abruzzo, ad esempio, sono stati percorsi dal fuoco oltre 8 mila ettari di superficie boscata e oltre 5 mila nelle Marche.
Il Corpo forestale ha messo in campo dal 15 luglio al 15 ottobre una media di circa 25 pattuglie in servizio nell’intero arco della giornata, facenti capo ai 40 comandi stazione dislocati su tutto il territorio regionale. Sono stati svolti nel 2007 anche 43 interventi aerei sugli incendi più significativi.
L’anno passato ciascun incendio ha avuto una estensione media di 6,3 ettari, che – ha rilevato la forestale – è comunque la più bassa della serie storica. Nel 1993 che era di 11,8 ettari.
La forestale ha rilevato che nel periodo 16-31 luglio gli incendi sono stati 57 (pari al 35% del totale annuo) ed hanno interessato ben 716 ettari, pari al 71% della superficie boscata totale percorsa dal fuoco nell’anno.
Il 38% degli incendi sono risultati di origine dolosa ed hanno portato alla perdita di circa il 57% della superficie totale boscata andata in fumo.
In realtà il Cfs ha spiegato che individuare la causa degli incendi è estremamente complesso e spesso non è possibile una attribuzione certa per mancanza di elementi di valutazione e di riscontri oggettivi.
In conseguenza è elevato il numero di incendi di causa dubbia, che nel 2007 ha inciso per il 37% del numero totale.











