Il consigliere regionale di Alleanza Nazionale non concede attenuanti ai servizi sanitari e punta tutto sulle comunità di recupero

Per il consigliere regionale di An Franco Zaffini non ci sono mezze misure : “i Sert in Umbria non funzionano e devono essere chiusi”.
Le loro funzioni, devono essere trasferite nelle strutture sanitarie interne alle comunità di recupero, in cui sia possibile per i tossicodipendenti essere seguiti ed assistiti per raggiungere un’efficace disintossicazione.
Tale “canale unico” per i tossicodipendenti fa il paio con la richiesta per cui “deve essere superata e rivista la politica di riduzione del danno, perseguita da questa amministrazione regionale, che i numeri ci dimostrano non funzionare” e presuppone la possibilità di obbligare gli schiavi della droga a seguire percorsi imposti.

Una posizione drastica che si fatica a conciliare col dichiarato “bisogna pensare ai giovani che vivono il dramma della droga e soprattuto alle condizioni critiche in cui si trovano le loro famiglie”.
Per Zaffini, i Sert sono dei ghetti e dei luoghi fuori controllo in cui si spaccia e si distribuisce ‘droga di Stato’. Questa sarebbe la condizione, in particolare, del Sert di Monteluce a Perugia dove, “in un ambiente del tutto inadatto e senza alcun controllo, si affollano oltre 300 utenti al giorno, mentre gli spacciatori approfittano per vendere droga a chi va a ritirare il metadone”.
La tossicodipendenza – ha ribadito i Zaffini in una conferenza stampa – è una delle emergenze da affrontare in Umbria, dove c’è un numero di morti per overdose da record e un fiorente mercato della droga che rappresentano la dimostrazione del fallimento delle politiche di contrasto e di repressione.

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