Il Partito Democratico vota con la CDL sulla "soluzione finale" del ciclo dei rifiuti: Rifondazione comunista e Verdi si infuriano

L’improvvisa illuminazione del PD sulla “strada di Damasco dei rifiuti”, rischia di provocare una catastrofe politica anche in Umbria.
La ormai inequivocabile scelta verso la termovalorizzazione si colloca cronologicamente in modo assai sospetto: tra un’inceneritore che viene indagato dalla magistratura a Terni ed un altro fantasma che il gestore della discarica di Orvieto ipotizza, per cui un sindaco che deve affrettarsi a smentire di saperne qualcosa o meglio che non ne può sapere niente, solo perchè non se ne parla nell’attuale Piano regionale dei rifiuti.
Per dirla in termini brutali sembra che la storia sia tutto un modo per giustificare a posteriori scelte già fatte da Amministrazioni che non possono essere lasciate sole in un momento difficile.

Anche la minoranza in Consiglio regionale cavalca i termovalorizzatori, neppure riflettendo sulle diverse scelte fatte da Amministrazioni del suo stesso colore politico (Treviso), le quali hanno raggiunto in poco tempo risultati nella raccolta porta a porta che azzerano, anche con risparmi economici ed incrementi occupazionali, la necessità di incenerimento, che poi incenerimento non è visto che i residui della combustione restano sempre un terzo del totale introdotto nei “forni crematori”.
Ora si scopre che la provincia candidata a ricevere un nuovo inceneritore è quella di Perugia e c’è già qualcuno che giura di sapere anche quale sia il comune chiacchierato.
Solo qualche voce isolata all’interno del PD rilancia soluzioni tecnologiche studiate e realizzate dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, facendo però capire, così, che la predilezione, nei documenti ufficiali, verso la raccolta differenziata è solo un fatto di facciata. Ma andiamo per ordine partendo da quanto accaduto in Consiglio Regionale e poi in quello Provinciale di Perugia.

Nel consesso regionale, la II Commissione consiliare ha approvato, a maggioranza, il Documento regionale di programmazione (Dap) proposto dalla Giunta. E’ stato, però, redatto ed approvato, anche coi voti del centrodestra e il voto contrario di Rifondazione Comunista, pure un ordine del giorno contenente proposte e priorità tra le quali, al primo punto, il nuovo Piano regionale dei rifiuti per il quale è stato proposto di prendere in considerazione impianti di termovalorizzazione.
“E’ importante prevedere, secondo Tomassoni, “impianti ‘dedicati’ che possano assicurare il monitoraggio per garantire la salute dei cittadini. Tra questi, una delle opzioni più sfruttate in altri Paesi, riguarda la termovalorizzazione”. Sul voto contrario del rappresentante di Rifondazione comunista, il presidente della II Commissione ha detto “la scelta di Lupini non trova coincidenza con quelle di altre componenti della maggioranza.”
L’ordine del giorno della II Commissione verrà ora trasmesso alla I Commissione presieduta da Oliviero Dottorini (Verdi e Civici) che, essendo quella redigente, deciderà se accoglierlo o meno.
La discussione in Consiglio regionale è prevista per il prossimo 5 febbraio, ma già ora l’aria si è surriscaldata.
Lo stesso capogruppo regionale dei Verdi e civici critica la decisione di affrontare la questione rifiuti all’interno della discussione sul Documento annuale di programmazione.
Oliviero Dottorini annuncia poi che interpellerà l’assessore all’ambiente, Bottini, per avere chiarimenti su una decisione che valuta “sciagurata e inopportuna… Qualcuno evidentemente vuol mettere il carro davanti ai buoi e ha deciso di anticipare la discussione sul Piano dei rifiuti… mentre la maggioranza non si è mai riunita per valutare nella sua complessità il Piano. E’ veramente singolare che per conoscere le linee del piano e per venire a sapere che si intende procedere con un inceneritore nella provincia di Perugia occorre accendere la televisione e sintonizzarsi con qualche emittente locale”.
Anche il capogruppo di Rifondazione comunista Stefano Vinti si è affrettato a difendere il voto contrario, espresso in seconda Commissione dal suo compagno di partito Pavilio Lupini. Vinti accusa il Pd umbro di fare scelte non concordate e al di fuori dell’Unione. Ma è il commento finale che preannuncia tempesta: “Evidentemente il Pd umbro vuole emulare quello nazionale: correre da solo e far cadere i governi “.

In Consiglio Provinciale il copione è stato più o meno lo stesso con una unica variante che lascia sperare almeno che si opti per qualche “tritarifiuti” più ecologico dei termovalorizzatori che invece, per qualcuno, servono perchè è urgente, in Umbria, trovare un’intesa per decidere la loro costruzione e la loro ubicazione “se non si vuole rischiare di trovarsi in una situazione simile a quella campana”.
E’ questo quanto emerso dal dibattito tra l’assessore all’ambiente Sauro Cristofani, il capogruppo di Forza Italia Ivo Fagiolari, il vice capogruppo del Partito Democratico Riccardo Petroni e il consigliere di An Paolo Filippini.
Gli esponenti della maggioranza, quasi a voler dare un alibi alla scelta, hanno sottolineato i passi fatti da Regione e Provincia con la decisione di individuare i siti per l’eolico nel Ptcp (che per Petroni sono troppo ristretti), le iniziative sul fotovoltaico (che verrà istallato in diversi istituti scolastici superiori e che verrà proposto come elemento innovativo all’interno o vicino alle zone industriali), l’uso dell’acqua e delle tante chiuse presenti nei nostri fiumi per ricavarne energia elettrica.
Il dibattito si è avvalso anche del contributo del consigliere marscianese del Pd Vito Taticchi che ha messo sul tappeto una interessante proposta. Si tratta di uno studio del Cnr per la creazione di una rete di piccoli impianti “non inquinanti e in grado di rilasciare energia pulita”.

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