Il Servizio Ambiente della Provincia di Terni rivendica l’esistenza nella città di Terni di un sistema di rilevamento della qualità dell’aria che per investimenti, storia, qualità e quantità è da oltre vent’anni uno dei migliori in Italia.
Dotato di 13 centraline complessivamente, di cui 7 nella cinta urbana comunale di Terni, risulta superiore in termini quantitativi e qualitativi a città come Bergamo (che ne ha 4), Parma (che dispone di 2 sole centraline) o Ferrara (che invece ne ha 3), mentre il Comune di Milano, che ha una popolazione di 1.300.000 abitanti, ha un sistema di monitoraggio atmosferico basato su 10 centraline, soltanto 3 in più di Terni.
Il piano regionale sulla qualità dell’aria, inoltre, prevede per Terni e provincia l’utilizzo di sole 5 centraline, ma nonostante questo l’Amministrazione continua a mantenerne 13, tenendo conto del fatto che il piano stesso non prevedrebbe nemmeno la centralina di Maratta. Per quanto concerne il posizionamento delle centraline va ricordato che esse sono state dislocate in alcuni punti strategici frutto di una convergenza e di un accordo complessivi sia della Provincia che di tutti i soggetti deputati del settore.
Si sottolinea infine che, nonostante non vi siano ancora impianti normativi in materia che ne prescrivano l’obbligatorietà, la Provincia dal 2005 ha avviato una costante attività di monitoraggio del pm 2,5 nell’ottica di un’ulteriore approfondimento delle attività di controllo della qualità ambientale e della salute pubblica
Le puntualizzazioni della provincia di Terni, la quale pubblica regolarmente sul proprio sito web i risultati del monitoraggio dell’aria, risultano interessanti per vari motivi:
a) non risulta una attività o centraline analoghe a quelle ternane gestite dalla Provincia di Perugia.
b) le rilevazioni che vengono fornite dall’Arpa per il territorio della provincia di Perugia attengono solo a poche città mentre il problema qualità dell’aria è sentito ormai in tutta la regione;
c) il compito di controllare le emissioni da parte delle industrie è affidato dalla legge a sistemi di monitoraggio in continuo “al camino” , ma i risultati non vengono resi noti da nessuno neanche quando sale l’allarme per strani odori o fenomeni strani.










